La storia di José Jurado Montilla, il serial killer di TikTok accusato della scomparsa di Esther Estepa

José Jurado Montilla, noto online come “Dinamita Montilla”, è un serial killer spagnolo e protagonista della docuserie Netflix Il serial killer di TikTok, disponibile dallo scorso 6 marzo. Montilla, oggi sessantenne, aveva scontato 28 anni di carcere per quattro omicidi commessi tra il 1985 e il 1987 in Andalusia: un agricoltore, un autista e due turisti stranieri.
Condannato a 123 anni, era stato rilasciato nel 2013 in seguito alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che dichiarava illegittima la cosiddetta Dottrina Parot. Nei dieci anni successivi costruì una presenza sui social, pubblicando video dei suoi cammini attraverso la Spagna e guadagnando circa 3.000 follower su TikTok. Nessuno sapeva del suo passato sanguinario.
Nel 2023, dopo l’incontro con Esther Estepa, 42 anni, la donna scomparve. I video e i dati digitali pubblicati dallo stesso Montilla divennero la chiave per ricostruire gli spostamenti dell’uomo. Esther fu ritrovata morta nel giugno 2024.
Montilla è oggi in custodia cautelare, accusato del suo omicidio e di un altro caso risalente agli stessi mesi. La docuserie racconta il caso attraverso testimonianze, filmati d’archivio e i contenuti digitali di Montilla, offrendo uno sguardo sul contrasto tra la sua immagine online e la realtà dei crimini.
I primi quattro omicidi e la condanna a 123 anni di carcere
Tra il 1985 e il 1987, Montilla commise quattro omicidi in Andalusia. La prima vittima fu Francisco González, ucciso ad Almogía, Malaga, con un fucile da caccia durante un presunto alterco, secondo Montilla, ma la famiglia di González sostiene che fosse disarmato. La seconda vittima, Antonio Paniagua Peral, fu uccisa e poi bruciata a Campanillas. Nel 1987 furono collegati altri due omicidi: due turisti tedeschi in campeggio a El Chorro, uno colpito mentre dormiva, l’altro mentre cercava di scappare.
Arrestato il 3 maggio 1987 alla stazione di Las Mellizas ad Álora, Montilla fu condannato a 123 anni di carcere. Secondo il codice penale spagnolo, però, poteva scontare solo 30 anni effettivi. La sua liberazione nel dicembre 2013 avvenne grazie alla sentenza Del Río Prada della Corte EDU, che dichiarava illegittima la Dottrina Parot, permettendo il rilascio anticipato di diversi detenuti, tra cui Montilla.
Dopo il carcere, Montilla reinventò la sua vita pubblica, aprendo il profilo TikTok “DinamitaJuradoMontilla”, diventando un camminatore che documentava i suoi viaggi lungo la Spagna, senza che i follower sospettassero il suo passato criminale.
L’incontro con Esther e la scomparsa della donna
Nel 2023, Montilla incontra Esther Estepa, 42 anni, originaria di Siviglia, recentemente uscita da una relazione violenta e in fuga da una casa d’accoglienza. Si trasferisce tra Tarragona e Alicante e decide di ricominciare altrove. L’incontro con Montilla avviene in un rifugio municipale e porta i due a intraprendere insieme un viaggio lungo la costa valenciana, da Alicante a Gandía.
Il 22 agosto la famiglia di Esther denuncia la scomparsa della donna, insospettita dai messaggi strani ricevuti dal suo telefono e dall’assenza di risposte. Montilla diventa subito il principale sospettato, essendo stato l’ultimo a vederla e, successivamente, risultando legato anche a un omicidio avvenuto nella stessa regione due anni prima.

La relazione tra i due, descritta da Montilla come ‘romantica', diventa parte integrante della ricostruzione degli eventi da parte della polizia.
Il racconto di Montilla su TikTok
Montilla usa TikTok come diario pubblico e involontario strumento d’indagine. Racconta dei suoi viaggi e di Esther, dedicandole poesie e descrivendo momenti condivisi. Mostra parchi e cespugli dove avrebbero trascorso notti romantiche, registra audio e video con dettagli apparentemente innocui.
I video geolocalizzati diventano prove fondamentali per gli investigatori, che riescono a ricostruire i movimenti dell’uomo. L'uomo racconta la propria versione dei fatti alla madre di Esther e ai follower, ribadendo di essersi innamorato di lei. Ogni clip, ogni geotag diventa un tassello della sua presenza sul territorio, trasformando i social network da semplice piattaforma di intrattenimento in strumento investigativo cruciale.
Il racconto della famiglia di Esther
La famiglia di Esther Estepa segue i movimenti della donna con ansia crescente, insospettita da messaggi strani e risposte mancanti. La madre entra in contatto con Montilla sperando di ottenere informazioni e, nel frattempo, scopre il suo passato criminale nel gennaio 2024. La famiglia racconta la vita dinamica di Esther e il suo desiderio di libertà dopo una relazione violenta.
In tal senso la docuserie Netflix mostra le testimonianze dei suoi cari e dell’avvocato degli Estepa, che evidenziano quanto sia stato cruciale il ruolo dei social media per ricostruire gli eventi. La disperazione dei parenti e la ricerca instancabile diventano il filo conduttore della narrazione, fino al ritrovamento dei resti della donna.

L’omicidio di un ragazzo a Malaga
Parallelamente alla scomparsa di Esther, emerge un altro crimine: l’omicidio di David, 21 anni, ad agosto 2022 a Malaga, ucciso con un fucile da caccia. La vittima fornisce un indizio sull’assassino prima di morire, descrivendolo come un uomo anziano dall’aspetto losco.
Il DNA trovato sullo zaino di David porta gli investigatori a Montilla, la cui identità è confermata confrontando campioni prelevati dai suoi oggetti personali. L’uomo viene arrestato prima di arrivare in Portogallo, mentre le indagini collegano anche questo crimine alla sua presenza digitale su TikTok, dove aveva documentato la sua vita e i suoi movimenti in Andalusia.
Il ritrovamento di Esther e le prove sul telefono del killer
Nel giugno 2024, i resti di Esther vengono ritrovati ai piedi del castello di Gandía. Il cranio mostra la forma di un crocifisso, compatibile con un oggetto in possesso di Montilla al momento dell’arresto. Sul telefono del killer emergono foto che documentano atti di violenza sessuale nei confronti di Esther, confermando l’abuso subito prima della morte. L’uomo si trova attualmente in custodia cautelare in attesa del processo, accusato anche dell’omicidio del giovane David.
La docuserie Netflix mostra come le tracce digitali costruite da Montilla siano state determinanti per l’indagine, evidenziando il paradosso di un criminale che, nel tentativo di costruire un’immagine innocua, lascia involontariamente la prova dei suoi crimini.