La papamobile torna a Betlemme e diventa ambulanza: ma per i palestinesi è “la fine del sogno di papa Francesco”

Ingabbiata dentro una teca di vetro, proprio di fronte alla Chiesa della Natività, nel centro di Betlemme, c’è l’ultima preghiera di Papa Francesco: far sì che la sua Papamobile, divenuta oggi un'ambulanza, entri a Gaza.
“Nel 2014 il governo palestinese ha fatto costruire la papamobile, poi dopo la visita del Papa a Betlemme è stata donata alla custodia di Terrasanta tramite Padre Ibrahim, ed è stata lasciata qui fino a qualche mese fa, quando è stata portata via per trasformarla in un’ambulanza da portare a Gaza”, racconta Suhaail, principale della scuola cristiana di Bayt Jala.
“L'hanno presa da qui con l'idea che sarebbe andata a Gaza, ma noi sapevamo già che non sarebbe mai entrata nella Striscia. È qualcosa di simbolico, è molto piccola come ambulanza. Ieri l’hanno riportata qui ma non abbiamo idea del perché”, continua.
Di fatto la papamobile è stata trasformata in ambulanza che può curare fino a 200 bambini al giorno. All’interno del veicolo sono state messe varie attrezzature mediche, fra cui un frigo per la conservazione delle medicine, e potrà essere usata anche per somministrare vaccini.
Sarebbe pronta per entrare a Gaza se non fosse che il governo israeliano continua a bloccarne l’accesso, così come a centinaia di tonnellate di cibo ferme ai confini di terra, nonostante l’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Hamas e Israele lo scorso ottobre.

“Nel pieno della guerra, e con l'obiettivo di offrire sostegno umanitario e medico alla popolazione, è nata l'idea di trasformare quell'auto in un segno capace di attirare l'attenzione del mondo, incoraggiando solidarietà e aiuto verso tutti i bisognosi di Gaza e della Palestina. Così è divenuta una piccola clinica mobile: un gesto simbolico nella forma, ma immenso nel significato”, scrive invece Padre Ibrahim Faltas, rappresentante dei Frati Francescani presso lo Stato di Palestina, “oggi ci ritroviamo per concludere una tappa semplice ma di un'idea grande, un'idea che non morirà mai: un'idea che rimane viva finché c'è un bambino che soffre la fame, una famiglia senza rifugio, un ferito senza cure, una persona che non trova sostegno. Accogliamo questa auto, preparata e rinnovata, che torna ora nella sua sede. Da lì guarda verso Betlemme, e da Betlemme verso Gaza, Jenin e il mondo intero. Si ferma davanti alla Basilica della Natività per ricordare a pellegrini, visitatori e cittadini che c'è ancora una ferita aperta che sanguina, corpi indeboliti, volti segnati”.
Eppure il sogno di Papa Francesco era quello di farla arrivare a Gaza, la sua ambulanza, non quello di tenerla dentro una teca a Betlemme dove – con ogni probabilità – resterà molto a lungo.

Secondo molti palestinesi che qui si fermano a commentare l’inaspettato ritorno della papamobile trasformata in ambulanza, infatti, questa non sarà una “semplice tappa”, ma “la fine di un’idea, la fine di un’era, la fine del sogno di Papa Francesco”. Chi questa terra e la conosce bene sa che la Papamobile non verrà fatta entrare a Gaza.
“La macchina ha lasciato la piazza come papamobile ed è tornata come ambulanza mobile. Ma non credo lascerà questo posto”, commenta un uomo, “è difficile per noi arrivare a Ramallah con la nostra macchina, immaginati mandare questa a Gaza”.