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La Cina soffoca nello smog. A Shanghai chiudono le scuole

La municipalità della città più popolosa del mondo invita la gente a non uscire di casa. Pm 2,5 oltre il valore 500, quando l’Oms fissa “solo” a 25 il livello di pericolosità.
A cura di Biagio Chiariello
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Si fa sempre più serio l'allarme inquinamento in Cina; a Shanghai, in particolare, la municipalità ha chiuso tutte le scuole proprio a causa della pressante coltre di smog e della enorme concentrazione delle polveri sottili pm 2,5. Un'azione preventiva, per evitare agli abitanti di respirare le particelle uguali o inferiori a 2,5 micrometri, cioè quelle più pericolose perché insinuano nei diversi organi umani, che era già stata adottata  in diversi comuni della fascia orientale da nord a sud, includendo le province Shandong, Jiangsu, Zhejiang, e Tianjin. Le autorità sono state costrette a vietare le attività all’aperto per bambini e anziani ei ristoranti da strada. Sempre a Shangai oltre 20 voli sono stati dirottati in altri aeroporti o addirittura cancellati per la grave concentrazione di smog. Si parla, come detto, di pm 2,5 a 509 microgrammi per metro cubo, una registrazione che supera il limite di 500 nella scala Air Quality Index dell'Epa, almeno secondo i dati delle centraline del consolato americano a Shanghai. Tanto per capire la gravità della situazione, basti pensare che l'Organizzazione Mondiale della Sanità fissa a 25 microgrammi per metro cubo il limite per la concentrazione di Pm 2,5. Un limite che a Shanghai, città più popolosa del mondo, è superato oltre 20 volte.

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