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Guerra in Ucraina

Kiev risponde alla Cina: “Non parleremo coi russi finché non lasceranno i nostri territori”

Il consigliere di Zelensky Mykhailo Podolyak: “Non sosterremo alcuna opzione che comporti concessioni territoriali”. Il comandante delle Forze armate ucraine: “È ora di riprenderci ciò che è nostro”.
A cura di Davide Falcioni
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La pace tra Russia e Ucraina è ancora lontana. Lo ha confermato, in un'intervista rilascia al Corriere della Sera, il consigliere di Zelensky Mykhailo Podolyak, che ha rispedito al mittente la proposta avanzata ieri dalla Cina: Li Hui, l'emissario del governo di Pechino che sta conducendo dialoghi sulla crisi ucraina, avrebbe chiesto un immediato cessate il fuoco tra Kiev e Mosca e che la Russia mantenga i territori annessi, cioè le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk e le regioni di Zaporizhzhia e Kherson.

"Qui stanno piovendo missili sugli ospedali. Parlare di compromesso ora porterà solo altri morti in Ucraina", ha dichiarato Podolyak. "La nostra ‘formula di pace' prevede come primo passo la completa rimozione dei gruppi armati russi dal territorio dell'Ucraina entro i confini del 1991". Per Kiev, dunque, i russi dovranno lasciare anche la Crimea. "È ovvio – ha aggiunto il consigliere di Zelensky – che non sosterremo alcuna opzione che comporti concessioni territoriali. I cosiddetti scenari di ‘compromesso' non porterebbero alla pace ma alla prosecuzione della guerra e a un aumento significativo della pressione terroristica sull'Ucraina. Ma non solo. Vedremmo un'ulteriore militarizzazione della Russia e nuove aggressioni ad altri Stati".

Podolyak
Podolyak

Rispetto alle iniziative della Santa Sede "se il Vaticano promuoverà il ritiro delle truppe russe dal territorio dell'Ucraina, chiederà l'accesso e il ritorno di prigionieri militari e civili ucraini e dei bambini rapiti – aggiunge Podolyak – allora accoglieremo con favore tale iniziativa. Se invece la Santa Sede ha una visione diversa, purtroppo, non farà che approfondire la crisi e provocare ulteriori azioni aggressive da parte della Russia".

Alle parole di Podolyak ha fatto eco il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andry Yermak. "Non c'è forza che possa costringere la società ucraina e la leadership al governo a parlare con i russi oggi, finché le truppe russe sono sul nostro territorio".

Kiev: "Pronti alla controffensiva"

Nel frattempo il comandante delle Forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny, ha pubblicato un video su Telegram che lascia intendere l'imminente inizio della controffensiva: il filmato mostra i soldati ucraini che si preparano alla battaglia, recitando una preghiera. "È ora di riprenderci ciò che è nostro", ha detto Zaluzhny. Intanto  il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza Oleksy Danilov, che fa parte del gabinetto di guerra, ha dichiarato alla Bbc che l'Ucraina è pronta a lanciare la controffensiva e ha sottolineato che il governo ucraino non ha "il diritto di sbagliare" sulla decisione perché è una "opportunità storica che non si può perdere".

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