Una notte di inverno di qualche anno fa la madre di Khadija s’era precipitata di corsa in ospedale con la cuginetta in fin di vita. Lì le avevano detto di seguire le indicazioni per arrivare il pronto soccorso. Ma la donna, analfabeta come l’88% delle persone in Afghanistan, non era stata in grado di farlo: impossibile per lei capire cosa significasse quella sequenza di simboli sui cartelli. E così, mentre vagava per i reparti, la piccola era morta. Questa storia ha impressionato tantissimo Khadija che si è posta un obiettivo: imparare a leggere e scrivere.

“Mio padre non voleva. La mamma, però, non si è arresa. Così, ho cominciato a frequentare il centro e ora sono una buona sarta”, racconta la ragazza, come riporta L’Avvenire. La giovane si è così iscritta al Centro Donne di Afshar, uno dei quartieri più degradati di Kabul, capitale dell’Afghanistan, Paese con il più basso indice di uguaglianza di genere, 0,71. Anche per questo motivo, il Cospe ha creato una centro protetto dove un centinaio di ragazze, insieme ai loro figli, ricevono istruzione primaria, corsi di sartoria e ricamo tradizionale. Si tratta di giovani che si trovano in pericolo di vita.

E sempre il Cospe  in questi giorni sta portando avanti la campagna di sms solidali, ‘Vite preziose’, per aiutare giovani vittime di violenza e discriminazione in Afghanistan. E’ possibile contribuire fino al 18 dicembre 2016 con sms e chiamate solidali al 45526. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, Coop Voce e dal 13 dicembre anche PosteMobile. Sarà di 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone, TWT e Convergenze, e di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45526 da rete fissa TIM, Infostrada e Fastweb.