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Kabul: 27enne linciata e bruciata dalla folla, accusata di aver oltraggiato il Corano

La giovane donna aveva problemi psichiatrici ed era in cura da anni.
A cura di Antonio Palma
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Terribile aggressione ieri a Kabul, in Afghanistan, dove una donna di 27 anni affetta da problemi psichici è stata linciata e bruciata da una folla inferocita che la accusava di aver oltraggiato il Corano. Secondo gli accusatori, la donna sarebbe entrata in una moschea nel centro della capitale afghana e avrebbe dato alle fiamme quattro o cinque copie del libro sacro dell'Islam. Secondo i media locali, alcun uomini l'avrebbero catturata e portata all'esterno dell'edificio dove una folla inferocita si è scagliata contro di lei linciandola fino a provocarne la morte. Il corpo senza vita della donna infine è stato dato alle fiamme sulla riva del fiume Kabul e poi gettato in acqua, sembra sotto gli occhi di alcuni agenti che avrebbero assistito anche al linciaggio senza intervenire. La scena raccapricciante è stata anche filmata da alcuni dei presenti. Come raccontano i media locali, nel video si sentono urla e uomini che colpiscono la donna con calci e mattoni.

Condanna dalle autorità

La famiglia della vittima ha spiegato che la donna soffriva di malattia mentale da circa 16 anni. Il capo della polizia della capitale, generale Farid Afzali, ha commentato che la donna era in cura da quattro anni per problemi psichiatrici. Un portavoce del ministero dell'Interno afghano ha confermato che sul caso è in corso un'indagine e che sono stati già arrestate quattro persone sospettate di aver organizzato il linciaggio. "Nessuno è autorizzato a farsi giudice e a punire altri in modo degradante" ha dichiarato il presidente afgano Ashraf Ghani in una nota, aggiungendo: "tutto questo è in netta contraddizione con la sharia e la giustizia islamica".

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