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26 Agosto 2019
23:00

Johnson & Johnson condannata a pagare 572milioni di dollari. Ha alimentato crisi degli oppioidi

Johnson & Johnson è la prima casa farmaceutica a essere stata sottoposta a processo per la crisi della dipendenza da oppiacei negli USA, che ha provocato oltre 70.000 decessi per overdose nel solo 2017: J&J è stata accusata dallo stato dell’Oklahoma di “una cinica, ingannevole campagna di lavaggio del cervello da milioni di dollari” per vendere oppioidi come “droga magica”.
A cura di Davide Falcioni
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Johnson & Johnson ha alimentato la crisi degli oppioidi in Oklahoma, negli Stati Uniti. A decretarlo con una sentenza è stato il giudice Thad Balkman, imponendo alla società di pagare 572 milioni di dollari. La multinazionale statunitense ha già dichiarato che presenterà ricorso contro la decisione del tribunale americano, mentre il suo titolo in borsa ha guadagnato il 4 per cento.

Johnson & Johnson è la prima società farmaceutica a essere stata sottoposta a processo per la crisi della dipendenza da oppiacei negli Stati Uniti, che ha causato oltre 70.000 decessi per overdose nel solo 2017: J&J è stata accusata dallo stato di "una cinica, ingannevole campagna di lavaggio del cervello da milioni di dollari" per vendere oppioidi come "droga magica". Lo stato dell'Oklahoma punta ora a recuperare i costi della cura di una generazione di tossicodipendenti, famiglie e comunità colpite dai problemi connessi al consumo di stupefacenti.

I farmaci al centro del procedimento giudiziario sono gli antidolorifici Nucynta e Duragesic venduti tra il 2000 e il 2015. Altri due importanti produttori, la statunitense Purdue Pharma e l’israeliana Teva, hanno raggiunto un accordo con l’Oklahoma sborsando rispettivamente 270 milioni di dollari e 85 milioni.

Secondo i dati forniti dall'accusa e relativi all’Oklahoma, negli ultimi vent'anni alla dipendenza da oppioidi vanno collegate circa 6 mila decessi. Il procuratore generale dello Stato ha accusato Johnson & Johnson di aver promosso in maniera “aggressiva” la prescrizione di due farmaci, il Duragesic e il Nucynta, tra i medici dello Stato e di aver sottostimato le possibili conseguenze di una sua diffusione massiccia. Secondo l’accusa, alle pratiche commerciali dell’azienda è da ricondurre l’epidemia di oppioidi nello Stato che, secondo le stime, costerà alle casse pubbliche tra i 12,7 ed i 17,5 miliardi di dollari.

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