Siria: Israele pronta a raid preventivi contro arsenali chimici

Il governo israeliano mantiene la massima allerta sulla confinante Siria ancora sconvolta dalle tensioni tra i ribelli e il regime di Bashar Al Assad. Come ha confermato ieri il premier Benyamin Netanyahu aprendo la seduta settimanale del Consiglio dei ministri, l'attenzione massima in questo momento è riservata soprattutto alle armi chimiche in possesso della Siria che potrebbero passare di mano in una situazione di emergenza.  Voci sempre più insistenti parlano di un attacco aereo preventivo dell'esercito israeliano per impedire che quegli arsenali chimico-batteriologi possano finire nelle mani di qualche gruppo estremista islamico. Come rivela la Cbs, infatti, il vicepremier israeliano Silvan Shalom ha confermato una riunione straordinaria tra i vertici della sicurezza israeliana tenutasi la scorsa settimana, subito dopo le elezioni del 22 gennaio. Oggetto dell'incontro proprio i piani dell'eventuale attacco che avrebbe lo scopo primario di impedire che uno degli arsenali considerati più grandi dell'intera regione possa finire nelle mani delle milizie sciite libanesi di Hezbollah o di gruppi legati ad al Qaeda. Parlando alla radio militare Shalom non ha escluso dunque l'intervento militare nel caso la situazione in Siria degenerasse. Intanto l'esercito di tel Aviv da domenica ha schierato il suo sistema di difesa missilistico, già usato per difendersi dagli attacchi di Hezbollah, nel nord del Paese. In particolare il sistema Iron Dome è stato schierato nei dintorni della città settentrionale di Haifa. Per i vertici militari si tratta di operazioni di routine anche se le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo fanno ipotizzare un piano ben più complesso.