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Conflitto Israelo-Palestinese

L’attacco di Israele sarà “limitato all’Iran” secondo fonti USA, Onu chiede de-escalation

Un funzionario dell’amministrazione Biden ha annunciato che la risposta di Israele all’attacco di sabato notte sarà un raid limitato in territorio iraniano.
A cura di Davide Falcioni
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La risposta di Israele a Teheran includerà "un attacco limitato" sul territorio iraniano. A dirlo è stato un funzionario dell'amministrazione Biden alla Cbs – ripresa dai media israeliani – secondo cui queste sono le aspettative da parte statunitense.

Dopo l'attacco subito sabato notte, il primo sul proprio territorio, Tel Aviv ha annunciato nei giorni scorsi una risposta e diversi erano stati gli scenari ipotizzati dagli analisti militari: alcuni ritengono che lo stato ebraico potrebbe condurre un cyber attacco alle infrastrutture iraniane, in primis quelle di sviluppo del programma nucleare. Altri, invece, hanno previsto raid su obiettivi militari a Teheran o in altre importanti città, senza tuttavia poter escludere una rappresaglia anche nei confronti dei proxy dell'Iran, a partire da Hezbollah e dagli Houthi.

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L'Iran evacua basi militari in Siria

In attesa della risposta israeliana il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha adottato "misure di emergenza" per le sue strutture in tutta la Siria per timore di un attacco di Tel Aviv. Lo riporta Haaretz citando il Wall Street Journal, che a sua volta cita un consigliere del governo siriano informato dai delegati siriani dei pasdaran. Secondo le fonti, alcune basi dell'Irgc in Siria sarebbero state evacuate preventivamente. Le fonti hanno detto che solo alcuni membri sono rimasti a guardia degli arsenali di armi.

Teheran, intanto, ha trasmesso un messaggio agli Stati Uniti attraverso l'ambasciata Svizzera ammonendo a non intervenire contro l'Iran. Lo riporta il sito Iran Nuances, citando un funzionario iraniano, secondo cui l'ambasciatore svizzero è stato convocato alle tre del mattino di domenica dai Guardiani della rivoluzione, e non dal ministero degli Esteri iraniano, "per ammonire gli Stati Uniti a non intraprendere la minima azione contro l'Iran".

Cameron: "Non ci sarà de-escalation"

Non deve esserci un'escalation da parte di Israele contro Teheran dopo l'attacco con droni e missili condotto dall'Iran. Lo ha detto il ministro degli esteri britannico in visita nello stato ebraico. Cameron ha affermato di sperare che la promessa risposta israeliana non aggravi la situazione in Medio Oriente sottolineando come in questo momento sia “meglio essere intelligenti piuttosto che duri. La vera necessità è tornare a concentrarsi su Hamas, sugli ostaggi, sull'arrivo degli aiuti, su una pausa nel conflitto a Gaza”, ha aggiunto il responsabile del foreign office britannico.

L'ONU chiede un'urgente de-escalation

Il rischio che la situazione precipiti dunque non è ancora scongiurato. Per questo il Segretario generale dell'Onu António Guterres ha chiesto al ministro degli Esteri iraniano Hosein Amirabdolahian una de-escalation "urgente", durante un colloquio telefonico. "Il Segretario generale ha ribadito al ministro degli Esteri i punti che aveva espresso nelle sue osservazioni al Consiglio di sicurezza in merito alla serie di attacchi iraniani contro obiettivi militari israeliani e agli attacchi contro gli edifici diplomatici iraniani a Damasco. Guterres ha chiesto una de-escalation urgente della situazione e di porre l'attenzione sul portare la pace in Medio Oriente", ha detto il portavoce di Guterres Stéphane Dujarric durante un briefing con la stampa.

Amir-Abdollahian aveva precedentemente annunciato sui social i contenuti della telefonata, dicendo di aver sottolineato con Guterres il fatto che l'attacco a Israele di sabato scorso era stato condotto in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e come risposta "legittima" al bombardamento del consolato iraniano a Damasco (Siria).

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