Irruzione di coloni israeliani in Cisgiordania: palestinesi violentati e torturati, le loro case saccheggiate

Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla guerra in Iran, nella Cisgiordania occupata – Palestina – proseguono indisturbate le violenze dei coloni israeliani: l'ultimo episodio risale a ieri, quando un gruppo di settlers si è accanito contro un palestinese nella comunità di Khirbet Humsa, nella valle del Giordano settentrionale: i coloni l'hanno spogliato completamente nudo, l'hanno immobilizzato legandogli braccia e gambe e per finire gli hanno stretto i genitali con delle fascette. La vittima – che al New York Times ha detto che pensava di morire – si chiama Suhaib Abualkebash ed è un pastore di 29 anni.
Stando a quanto hanno riferito diverse testimonianze, decine di coloni con il volto coperto hanno fatto irruzione nella comunità beduina di Khirbet Humsa intorno alla mezzanotte di ieri, dividendosi in gruppi e saccheggiando simultaneamente case e tende. Numerosi presenti, tra i quali anche un'attivista statunitense per i diritti umani, hanno raccontato che alcuni israeliani hanno spogliato, picchiato e sottoposto a gravi abusi sessuali Suhaib Abualkebash mentre era immobilizzato a terra, sotto gli occhi di altri costretti ad assistere alla scena. Secondo quanto riferito, la vittima non era in grado di muoversi mentre gli aggressori continuavano a colpirlo con dei bastoni.

I coloni hanno si sono poi accaniti su altri palestinesi legando uomini, donne e bambini con fascette di plastica, per poi trascinarli fuori dalle loro case e ammassarli uno sopra l'altro, continuando a picchiarli. Diverse persone sono state colpite con bastoni e fucili, mentre altre hanno riportato ferite dopo essere state sbattute contro delle strutture. Nel corso della stessa incursione, i coloni hanno picchiato anziani, donne e ragazze, e proferito minacce contro bambini e un colono avrebbe minacciato di uccidere i minori e violentare le loro madri. Durante il raid, durato circa un'ora, alcune case sono state vandalizzate, i beni saccheggiati e il bestiame liberato.
Come al solito, l'esercito israeliano non ha mosso un dito per impedire che i coloni commettessero le loro violenze ma ha "assicurato" che avrebbe cercato i sospetti e avviato un'indagine approfondita. L'uso della forza indiscriminata da parte del personale di sicurezza israeliano, così come gli attacchi dei coloni illegali, spesso sotto la protezione dello Stato, contro città, villaggi e comunità palestinesi nella Cisgiordania occupata, sono aumentati dall'inizio della guerra di Gaza.
Secondo i dati ufficiali palestinesi, le violenze che ne sono seguite hanno causato la morte di almeno 1.127 palestinesi, il ferimento di altri 11.700 e l'arresto di 22mila persone.