"Giustizia per la vittima di Hathras". Questo lo slogan delle proteste portate avanti in tutta l'India specialmente da studenti e organizzazioni di donne per a diciannovenne ‘fuori casta’, Dalit, morta ieri, all'ospedale Safdarjung di New Delhi, dopo avere subito, due settimane fa, uno stupro e violenze efferate da parte di un branco di uomini di censo più alto nello Stato più popoloso, l'Uttar Pradesh. Il quotidiano The Indian Express scrive che, secondo i familiari della ragazza, la polizia avrebbe fatto cremare il corpo della giovane in tutta fretta senza dare spiegazioni, dopo averlo riportato ad Hathras, il villaggio natale della 19enne. "Avevamo chiesto di portarla a casa per l'ultima volta per i riti funebri", dicono i fratelli: "Ce l'hanno impedito per nascondere tutte le prove contro i suoi aguzzini".

Proteste in India

Nel villaggio di Hathras le strade e il mercato sono rimaste bloccate tutta la mattina, con un ampio schieramento di polizia per controllare i manifestanti. Durissime le opposizioni: Priyanka Gandhi ha detto che il governatore dell'Uttar Pradesh (lo stato in testa alla inquietante classifica degli stupri in India con quasi 60mila denunce sulle 370mila del continente nel solo 2018) Yogi Adityanath non ha il "diritto morale" di restare al potere e ne ha chiesto le dimissioni; Arvind Kejriwal, il governatore della capitale ha rincarato la dose affermando che "la ragazza è stata vittima prima di alcune bestie disumane, poi, ieri, dell'intero sistema". Il segretario generale del partito Samajwadi Party ha affermato che, poiché il principale accusato dello stupro, arrestato ieri, appartiene alla stessa casta del governatore Yogi, non sarà condannato.

Lo stupro

L'aggressione era avvenuta il 14 settembre scorso nello stato settentrionale dell'Uttar Pradesh. Quattro uomini sono stati fermati. Parlando ai media locali, la polizia ha detto che i quattro avevano trascinato la vittima in un campo nel distretto di Hathras, dove l'hanno violentata. La donna era stata poi ricoverata in un ospedale di Delhi riportando diverse ferite gravi. I partiti di opposizione nello stato hanno condannato l'accaduto. Chandrashekhar Azad, il leader della Bhim Army, la nuova organizzazione indipendente che si batte per i diritti dei Dalit, (casta nota in passato col nome di "intoccabile"), è stato arrestato nella notte mentre accompagnava i parenti della ragazza dalla capitale al villaggio.