La pandemia di Coronavirus spaventa, di nuovo, la Spagna: dopo l'allentamento delle misure restrittive lo scorso mese di maggio per il contenimento dell'emergenza e le conseguenti riaperture di attività economiche e turistiche, il Paese sta facendo registrare negli ultimi giorni un'impennata di nuovi contagi, con ben 224 focolai attivi soprattutto nelle regioni della Catalogna, dell'Aragona e della Murcia. Stando a quanto riporta il quotidiano El Pais, l'incidenza di Covid-19 è ora di 27,39 casi per 100mila abitanti, in netto aumento rispetto agli 8,76 segnalati solo il 3 luglio scorso. Si tratta di valori, quelli attuali, pressoché identici a quelli dell'11 maggio, quando Madrid ha deciso di interrompere il lockdown imposto a marzo. Da quella data in poi, la cifra degli infetti ha cominciato a calare lentamente, raggiungendo il record il 25 giugno, con 7,74 casi per 100mila abitanti. Ma da allora, i numeri sono costantemente aumentati, fino alla scorsa settimana, quando l'incremento è stato particolarmente significativo.

Allerta in Aragona, Catalogna e Paesi Baschi: incidenza triplicata

Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, la Spagna è l'unico paese europeo in cui il numero di casi di Coronavirus è in pesante aumento. Domenica, l'Oms ha riferito che l'incidenza del nuovo virus era raddoppiata nelle due settimane precedenti, facendo segnare un più 103 per cento. Solo Israele (aumento del 147%), Lussemburgo (151%), Montenegro (161%) e Kirghizistan (354%) hanno registrato un picco maggiore. Contribuiscono a questa situazione sempre più preoccupante i 224 focolai attivi registrati nel Paese, con 2.289 casi associati, come ha comunicato lunedì scorso il ministro della Salute, Salvador Illa, che tuttavia ha definito la situazione "irregolare". Sotto osservazione sono soprattutto i cluster individuati in Aragona, Catalogna e Paesi Baschi. "Se non vengono controllati immediatamente e accuratamente, avremo una situazione molto complicata", ha detto Rodríguez Artalejo, portavoce dell'Associazione nazionale di epidemiologia. In Aragona, l'incidenza di Coronavirus è di 160 casi per 100mila abitanti, rispetto ai 98 della scorsa settimana; in Catalogna, il tasso è aumentato da 63 di venerdì a 84,5 di lunedì, e nei Paesi Baschi, la cifra è quasi triplicata nello stesso periodo, schizzando da 16 a 35,5.

Nuovi blocchi e occhi puntati sulla movida

L'epidemiologo spagnolo Ildefonso Hernández ha aggiunto che in effetti le restanti regioni non sono messe così male, "anzi alcune stanno seguendo una tendenza al ribasso come Castilla y León, Madrid, Galizia ed Estremadura, dove la scorsa settimana si è verificato un picco che sembra però essersi stabilizzato". Pertanto, nei territori dove l'incidenza è aumentata, i governi locali stanno correndo ai ripari. In Aragona e in Catalogna sono state reintrodotte misure di blocco nel tentativo di fermare l'aumento dei casi. Nella prima alcune municipalità sono tornate alla fase 2, su un totale di 4, del piano di gestione dell'emergenza, mentre nella seconda, soprattutto nell'area metropolitana di Barcellona, è stato raccomandato ai cittadini di "restare a casa" e uscire solo se strettamente necessario. A preoccupare sono soprattutto i luoghi della movida. “In questi giorni stiamo assistendo ad un aumento dei contagi collegato alle attività della vita notturna, alle feste e agli incontri sociali. Sono situazioni che stanno iniziando a preoccuparci soprattutto perché sono difficili da controllare ", ha detto María José Sierra, del Centro di coordinamento del Ministero della Sanità, lunedì. In Andalusia, il numero di casi di Coronavirus legati a una festa in una discoteca a Córdobas è salito a 83. A Murcia, il governo regionale ha chiuso tutti i club, rilevando 40 infezioni. E nei Paesi Baschi, nel comune di Ermua, la capacità nei bar è stata ridotta al 50% dopo che una festa di fine anno scolastico ha portato ad un focolaio Covid, con 23 nuovi casi segnalati lunedì, portando il totale a 48.