"Guardate la nostra riserva, cosa stiamo perdendo. Per due anni abbiamo combattuto per preservare questa nostra riserva e questi stronzi sono entrati e hanno bruciato tutto. Stanno uccidendo i nostri fiumi, le nostre fonti di vita e ora hanno incendiato la nostra riserva. Stiamo chiudendo le strade e voglio che tutti i media vedano questo". A lanciare un vero e proprio grido di dolore è una donna di etnia Pataxò, visibilmente preoccupata per la devastazione causata dagli incendi in Amazzonia. Il video è stato girato a luglio, ma la denuncia è diventata più attuale che mai in questi giorni ed è stata condivisa sui social network dal Sunrise Movement con sede negli Stati Uniti che ha commentato: "Non possiamo tollerare programmi politici di deforestazione. Non guarderemo il nostro futuro bruciare". Nella sua denuncia, la portavoce degli indigeni puntava il dito sulla deforestazione in corso in Amazzonia e sull'allevamento di bestiame, attività che il presidente brasiliano Bolsonaro ha fortemente incoraggiato ignorando i gridi di allarme lanciati dagli esperti.

Ieri tuttavia il presidente Bolsonaro si è coperto di ridicolo arrivando ad accusare le ONG dei roghi in corso in Amazzonia. La tesi sostenuta dal leader brasiliano è che sia in atto un complotto contro il suo governo e che le Organizzazioni Non Governative abbiano appiccato deliberatamente gli incendi. Bolsonaro ha poi specificato di non avere nessuna prova a sostegno delle sue accuse, smentendo di fatto se stesso. Nel frattempo la vicenda sta interessando anche altri leader mondiali, ad esempio il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron che ha dichiarato che i roghi che stanno distruggendo parte dell'Amazzonia rappresentano "una crisi internazionale" che, ha detto, sarà trattata con urgenza durante il vertice del G7 a Biarritz. " La nostra casa brucia. Letteralmente. L'Amazzonia, il polmone del nostro pianeta che produce il 20% del nostro ossigeno sta bruciando", ha scritto il presidente francese sul suo account Twitter.

La dichiarazione del leader francese è arrivata poco dopo quella del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres , che ieri ha dichiarato sui social network: "Nel mezzo di una crisi climatica internazionale, non possiamo permettere che si verifichino ulteriori danni alle fonti di biodiversità e ossigeno. L'Amazzonia deve essere protetta".