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Conflitto in Ucraina
3 Ottobre 2022
11:19

In una regione russa metà degli uomini mobilitati per la guerra non sono idonei al servizio militare

Nella regione di Khabarovsk quasi la metà degli uomini richiamati per andare in guerra sono risultati inidonei a svolgere il servizio militare.
A cura di Davide Falcioni
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La prima mobilitazione militare russa dalla Seconda Guerra Mondiale, dichiarata dal presidente Vladimir Putin il 21 settembre, sta procedendo con non poche difficoltà.

La decisione del Cremlino – visti anche gli ultimi risvolti sul campo di battaglia – ha suscitato un diffuso malcontento nella popolazione e anche tra i funzionari addetti alla gestione del servizio di leva, che in non pochi casi avrebbero inviato una convocazione a uomini sprovvisti dei requisiti di idoneità necessari per imbracciare le armi e andare in trincea.

A dare una misura delle profonde difficoltà della mobilitazione parziale è quello che sta accadendo nella regione di Khabarovsk, dove il commissario militare Yuri Laiko, è stato sospeso dal servizio. "Questo non avrà alcuna influenza sull’obiettivo fissato dal presidente” Vladimir Putin, ha detto in un video pubblicato su Telegram il governatore Mikhail Degtiariov, non spiegando il motivo esatto del provvedimento ma limitandosi a dire che "in dieci giorni, diverse migliaia di nostri connazionali hanno ricevuto convocazioni e si sono recati alle stazioni di polizia militare. Abbiamo mandato a casa circa la metà di loro perché non soddisfacevano i criteri di selezione per entrare nell’esercito". E poi: "La mobilitazione parziale riguarda solo le categorie designate dal ministero della Difesa e dal presidente. Ogni abuso deve essere punito".

Come è noto, lo scorso 21 settembre  il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una mobilitazione parziale della popolazione per combattere in Ucraina. Ufficialmente, questa misura dovrebbe coinvolgere 300mila riservisti con esperienza militare, ma ci sono state numerose segnalazioni di reclutamenti di anziani, studenti, malati e coscritti senza alcuna competenza. La settimana scorsa Putin ha chiesto di correggere gli "errori" della mobilitazione, che ha scatenato proteste nel Paese e spinto alla fuga all'estero di migliaia di uomini.

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