Un'immagine che solo tre mesi fa avremmo giudicato come fantascientifica: quella di un gruppo di bambini che giocano nel cortile di una scuola circoscritti in piccoli quadrati per rispettare il distanziamento fisico. Accade in Francia, dove una fotografia scattata dal giornalista Lionel Top sta facendo molto discutere: alcuni alunni di una scuola di Tourcoing, al confine con il Belgio, sono stati immortalati mentre giocano in quadrati disegnati con il gesso sull'asfalto. Sono stati i loro insegnanti a disegnare le "aree di gioco" per garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. "I bambini giocano, ballano, saltano, ridono insieme … ma da questa piazzole. Da quello che abbiamo visto, non la vivono come una punizione", ha spiegato Lionel Top, mentre altri commentatori hanno espresso la loro tristezza e rabbia per una scena che sembrava uscita da un "film dell'orrore".

La Francia ha riaperto le scuole materne ed elementari

Dopo due mesi di chiusura da ieri le scuole materne ed elementari francesi hanno riaperto i battenti in quello che sembra un test per la ripresa delle normali attività didattiche, una scommessa sulla quale il presidente Emmanuel Macron ha voluto investire molto. La riapertura delle scuole in Francia sarà comunque progressiva ed avverrà nel rispetto di rigide regole e misure di sicurezza. "Comodo rimandare a settembre la riapertura, ma se si accumulano difficoltà alle elementari è difficile recuperare", ha dichiarato a La Repubblica il ministro francese dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer spiega la scelta di rimandare a scuola 1,5 milioni di bambini. "Ho paura della paura", ha sottolineato Blanquer, "ora dobbiamo dobbiamo trovare un modo di far funzionare le nostre società tenendo conto del virus. L'obiettivo immediato è far tornare a scuola quei bambini piè svantaggiati pur sapendo che nel loro caso sarà ancora più difficile. Per questo è importante ricreare un circolo virtuoso di fiducia". Le elementari, continua il ministro francese, "sono una priorità assoluta. Quando si accumulano difficoltà alle elementari, diventa complicato recuperare. E oggi non riesco a immaginare un bambino di sette anni che non frequenti la scuola per un intero semestre".