Il presidente della Commissione giustizia della Camera Usa Jerrold Nadler ha ufficializzato i due articoli che saranno messi al voto per l'impeachment di Donald Trump nella vicenda dell'Ucrainagate: il presidente degli Stati Uniti sarà accusato formalmente di abuso di potere e di ostruzione del Congresso. L'annuncio è stato fatto nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, martedì 10 dicembre, a Capitol Hill e introdotta dalla speaker Nancy Pelosi, che ha parlato di un "giorno solenne". L'inquilino della Casa Bianca, secondo la Commissione,  ha messo se stesso davanti al Paese minacciandone la sicurezza, corrompendo le elezioni e violando la Costituzione. Dal canto suo, l'ex tycoon newyorkese insiste nel difendere la sua innocenza, definendo l'eventuale processo a suo carico una "follia". "L'Ucraina ha affermato che non c'è stata alcuna pressione e gli aiuti militari all'Ucraina non ci sarebbero senza il presidente Trump", si legge in una nota ufficiale.

Dalle indagini alla Camera sono infatti emerse "prove schiaccianti e incontestabili, non ci ha lasciato altra scelta", ha sottolineato il presidente della commissione intelligence Adam Sxchiff che ha coordinato le indagini dei dem. "Ha cercato aiuto dall'Ucraina per i suoi interessi personali, essere rieletto, e non per il bene del Paese. E la sua cattiva condotta continua ancora in questi giorni", ha aggiunto. Mercoledì o giovedì prossimi è atteso quindi il voto in commissione Giustizia e la prossima settimana nell'aula della Camera. Se le accuse venissero approvate dal Congresso, il presidente potrebbe essere sottoposto al processo di impeachment già all'inizio del prossimo mese di gennaio. E' la terza volta nella storia degli Usa che vengono proposti capi di imputazione per la messa in stato d'accusa del numero uno degli Stati Uniti.

Lo scandalo Ucrainagate è scoppiato lo scorso settembre quando è stata diffusa la trascrizione, declassificata e senza omissis, di una telefonata tra Trump e il suo omologo ucraino Voldymyr Zelenski, avvenuta il 25 luglio, nel corso della quale l'ex tycoon ha chiesto al suo interlocutore di contattare il ministro della giustizia Usa, William Barr, per discutere la possibile apertura di un'indagine per corruzione su Joe Biden e suo figlio Hunter. "Fammi questo favore – ha detto il presidente americano -. Qualunque cosa puoi fare, è importante che tu la faccia, se è possibile". In altre parole, Zelenskij avrebbe dovuto collaborare con l'avvocato personale del tycoon, l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani, e con il segretario alla giustizia, William Barr, per "guardare"sui Biden dal momento che "gli Stati Uniti fanno molto per l'Ucraina", molto più di quanto faccia l'Europa.