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Strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera

Il soffitto a Crans-Montana in poliuretano, simile alla Torre di Milano: “Così ha preso fuoco in pochi minuti”

La trappola mortale del locale “Le Constellation” a Crans-Montana in Svizzera, dove durante i festeggiamenti di Capodanno sono morte almeno 47 persone, sarebbe il soffitto in poliuretano. Di che materiale si tratta? Lo ha spiegato a Fanpage.it l’esperto Roberto Filippetto.
A cura di Giorgia Venturini
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A sinistra la tragedia nel locale a Crans–Montana con un soffitto in poliuretano, a destra la torre dei Moro a Milano con un rivestimento esterno in poliuretano distrutta in un incendio
A sinistra la tragedia nel locale a Crans–Montana con un soffitto in poliuretano, a destra la torre dei Moro a Milano con un rivestimento esterno in poliuretano distrutta in un incendio
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Si chiama poliuretano ed è questo il materiale che ha trasformato in una trappola mortale il locale "Le Constellation" a Crans-Montana in Svizzera dove durante i festeggiamenti di Capodanno sono morte almeno 47 persone e un centinaio sono rimaste ferite. Tra loro ci sono anche italiani. Ora è tempo di identificare le vittime e cercare di salvare i feriti. Ma intanto forze dell'ordine e inquirenti stanno cercando di capire come sia stato possibile innescare un incendio così devastante da non lasciar il tempo a tutti i giovanissimi del locale per scappare dall'edificio. E la risposta, dalle prime ipotesi e dopo aver visionato i video e le immagini del locale, starebbe proprio nei pannelli di poliuretano posizionati sul soffitto e che sono venuti in contatto con le candele scintillanti posizionati sui tappi delle bottiglie.

Per capirci il poliuretano, che può essere utilizzato in modo diverso sia per spazi interni che spazi esterni, è simile al materiale che ha provocato anche il devastante incendio alla Torre dei Moro a Milano e alla Grenfell Tower di Londra: in questi due casi il materiale incriminante sarebbe il polietilene, della stessa famiglia del poliuretano. Ma di cosa si tratta e perché viene utilizzato? A Fanpage.it lo ha spiegato Roberto Filippetto, esperto di isolamento termico e acustico.

Quanto è rischioso il poliuretano? 

Il poliuretano presenta un rischio incendio significativo, soprattutto quando è usato in forma espansa (schiume rigide o flessibili). In breve: è facilmente infiammabile: può accendersi rapidamente se esposto a fiamme, scintille o alte temperature; durante la combustione brucia velocemente e può contribuire alla propagazione dell’incendio; produce fumi molto tossici, in particolare monossido di carbonio e acido cianidrico, che rappresentano il pericolo maggiore per le persone.

Per rendere sicuro questo materiale all'interno di un locale pubblico cosa bisogna fare?

Deve essere correttamente classificato ai fini della reazione al fuoco; protetto o rivestito quando impiegato in edilizia; tenuto lontano da fonti di accensione e gestito con adeguate misure antincendio. Nei locali aperti al pubblico (scuole, uffici, teatri, negozi, strutture sanitarie, locali di intrattenimento), l’impiego del poliuretano richiede particolare attenzione per il rischio incendio e la sicurezza di chi li frequenta.

Nei locali pubblici è generalmente ammesso solo se conforme a specifiche classi di reazione al fuoco, adeguate alla destinazione d’uso e all’affollamento previsto. Deve essere protetto con rivestimenti incombustibili o sistemi certificati (es. cartongesso, intonaci protettivi, pannellature certificate) per limitare l’esposizione diretta alle fiamme. L’uso a vista è normalmente vietato o fortemente limitato. È necessario garantire la compartimentazione, la corretta gestione delle vie di fuga e la presenza di impianti di rivelazione e spegnimento, quando richiesto.

Quando i locali possono usare questo tipo di materiale?

Nei locali pubblici il poliuretano può essere utilizzato solo se adeguatamente certificato, protetto e inserito in un sistema di prevenzione incendi complessivo, volto a ridurre sia l’innesco sia gli effetti dell’incendio sugli occupanti.

Eventi incendiari di rilevanza internazionale, quali l’incendio della Grenfell Tower a Londra (2017) e quello dell’edificio residenziale di 18 piani in via Antonini a Milano (2021), hanno evidenziato il ruolo critico dei sistemi di rivestimento di facciata contenenti materiali combustibili. In entrambi i casi, pur a fronte di cause di innesco differenti, l’incendio si è propagato con estrema rapidità lungo le superfici esterne dell’edificio, favorito dalla presenza di pannelli compositi e materiali isolanti di natura plastica (schiume sintetiche).

Tali eventi hanno dimostrato come l’impiego di materiali non adeguatamente conformi ai requisiti di reazione al fuoco possa compromettere il contenimento dell’incendio e incrementare in modo significativo il rischio per gli occupanti, determinando gravi conseguenze e, nel caso di Londra, un elevato numero di vittime, nonché l’avvio di indagini e revisioni normative in materia di sicurezza antincendio.

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