Dare un reddito fisso ai cittadini più bisognosi degli Stati Uniti. Raccontato così sembra un sogno, o un'ipotesi fatta da chi non conosce la cultura americana e i dogmi su cui si basa, anche perché una cosa del genere, negli Usa, non è mai successa. Ma è una proposta vera e propria, fatta da Andrew Yang: il giovane esponente del Partito Democratico in politica solo dal 2019 si è candidato alle primarie vinte da Biden per le ultime presidenziali, ritirandosi praticamente subito visto lo scarso successo raccolto. Ora è iscritto alle primarie per il candidato sindaco di New York, che inizieranno in estate, mentre il voto per il primo cittadino della ‘grande mela' si terrà a novembre.

Il programma dell'avvocato di origini taiwanesi in tre punti: rilancio della vita notturna, marijuana libera e un reddito universale minimo per tutti. Quest'ultimo è l'equivalente del nostro reddito di cittadinanza, ma per gli Stati Uniti ha un sapore ancora più rivoluzionario: sarebbe la prima volta negli Usa per quello che viene chiamato Ubi (universal basic income). Per iniziare Yang vorrebbe garantire un reddito di duemila dollari l'anno a tutti i cittadini newyorkesi che vivono in condizioni di povertà estrema. Si discute da anni del tema, anche negli Stati Uniti, dove quello dei senzatetto è un problema enorme. Ma in questo senso potrebbe essere decisivo proprio il Covid-19.

La pandemia ha cambiato per sempre la società, è evidente che ci sarà un'era pre e post Covid. E proprio per questo il tema dell'Ubi negli States è tornato attuale, anche grazie a Yang che ne ha fatto la sua bandiera alle primarie della scorsa estate e ora sta replicando l'operazione limitandosi alla città di New York. Il timore maggiore dei detrattori, economisti esperti e non, della misura è che il reddito universale diventi un ostacolo nella ricerca del lavoro. Ma l'esperienza della pandemia di Covid-19 ha richiesto, forzatamente, l'intervento con indennizzi a fondo perduto un po' in tutto il mondo. E il risultato, alla fine, non è stato così disastroso.