Un miliardo di dollari di fondi destinati dal Congresso USA alla lotta e alla prevenzione del coronavirus sono stati spesi dal Pentagono per acquistare motori a reazione, giubbotti antiproiettile, uniformi per l'esercito e altre forniture militari. A rivelarlo un'inchiesta del Washington Post, secondo cui quei fondi sarebbero stati inizialmente destinati all'acquisto di dispositivi di protezione individuali e attrezzatura medica per gli ospedali. Il denaro è stato assegnato dal Congresso statunitense al Pentagono ai sensi del Coronavirus Relief, Relief and Economic Security Act (CARES), firmato dal presidente Donald Trump alla fine di marzo e avrebbe dovuto essere speso per "prevenire, prepararsi e rispondere" alla pandemia che stava iniziando a dispiegare i suoi drammatici effetti anche negli USA. Poche settimane dopo, tuttavia, il Dipartimento della Difesa ha iniziato a rimodulare quella spesa, dirottandola verso acquisti che nulla avevano a che fare con l'emergenza sanitaria.

Il Pentagono ha speso nell'acquisto di forniture militari la gran parte del miliardo di dollari ricevuto per fronteggiare l'epidemia di Covid-19, e ciò nonostante Robert Redfield, direttore dei Centers for Disease Control and Prevention, abbia rivelato in un'audizione al Senato che vi è l'urgente bisogno di almeno 6 miliardi di dollari per distribuire i vaccini nel 2021 ma anche per fornire a migliaia di ospedali dispositivi di protezione individuali di cui c'è grande carenza. I fondi erano stati stanziati ai sensi del Defense Production Act, che consente a Trump di imporre alle aziende statunitensi di fabbricare prodotti nell'interesse della nazione: con questo criterio il Pentagono aveva distribuito ingenti somme di denaro a numerose società che ben presto – però – hanno ripreso la normale produzione di prodotti militari.

Il Washington Post ha scoperto ad esempio che 183 milioni di dollari sono finiti nelle casse di società come Rolls-Royce e ArcelorMittal per i cantieri navali; decine di milioni di dollari sono stati dirottati in nuove tecnologie satellitari, droni e sistemi di sorveglianza spaziale; 80 milioni sono andati a un'azienda che produce parti di aeromobili nel Kansas e altri 2 milioni a un produttore di tessuti per uniformi dell'esercito.

Interrogati sull'opportunità di dirottare in spese militari fondi destinati all'emergenza sanitaria i funzionari del Pentagono hanno rivendicato la loro scelta sostenendo di aver agito in piena trasparenza e in ossequio a uno studio condotto nel 2018 che indicava centinaia di carenze nella catena di approvvigionamento di forniture militari, carenze che minavano fortemente la capacità delle forze armate statunitensi di competere con la Cina.

I finanziamenti alle industrie belliche sono stati autorizzati dal Pentagono nonostante la spesa militare degli Stati Uniti sia vicina al record storico: per l'anno fiscale 2019, infatti, sono stati investiti in difesa 686 miliardi di dollari, una cifra paragonabile a quella improntata negli anni della Guerra Fredda o dopo l'11 settembre del 2001. Le più importanti società del settore militare, come Lockheed Martin, General Dynamics e Northrop Grumman, sono rimaste finanziariamente sane nonostante la pandemia.