I lavoratori della Disney sono pagati così poco da rischiare di finire in una "spirale della morte". Sono le parole di Abigail Disney, nipote del fondatore della Walt Disney Company, secondo cui la multinazionale dell'intrattenimento pagherebbe tasse troppo basse a fronte di profitti miliardari. Per questo, nel cuore della battaglia per la candidatura dei democratici alle elezioni presidenziali statunitensi, l'erede dell'impero di Topolino si è dichiarata favorevole alla norma proposta in California per aumentare le tasse sulle imprese a seconda del divario esistente fra i salari dei manager più pagati e quelli della restante forza lavoro. Il provvedimento ha come obiettivo quello di incentivare le aziende a ridurre i compensi dei loro amministratori delegati.

Secondo Abigail Disney, nipote di Roy Disney, la società del nonno rappresenta l'esempio perfetto, quella di un'azienda che dovrebbe pagare salari più alti ai suoi dipendenti. "Se l'intera reputazione della società si poggia sull'idea di pavimenti puliti, allora è bene che sia disposta a pagare i dipendenti abbastanza da fare bene il loro lavoro e con dignità. La dignità non è un benefit", ha dichiarato, secondo quanto riportato dai media americani. Davanti al Senato della California, l'erede Disney ha spiegato la sua rabbia quando lo scorso anno ha visitato alcuni dipendenti di Disney in California e si è fatta raccontare le condizioni di lavoro. "Ognuna delle persone con cui ho parlato mi ha detto di non saper come mantenere la faccia sorridente quando è costretta a cercare cibo nella spazzatura di estranei quando va a casa", ha spiegato, precisando che i dipendenti sono "pagati poco, vivono nelle loro auto e sono in condizioni così difficili che anche un piccolo problema potrebbe avviarli in una spirale mortale".

Non è la prima volta che Abigail Disney si schiera contro le super retribuzioni dei manager. Alcuni mesi fa disse che "non c'è nessuno sulla terra che valga 500 volta di più del salario di un suo lavoratore".