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Il giorno più sanguinoso in Siria: 440 morti in 24 ore

I ribelli hanno denunciato un nuovo massacro a Daraya, sobborgo a sud ovest di Damasco, confermato anche dall’Osservatorio siriano. Si tratterebbe del bilancio più drammatico dall’inizio della rivolta, quasi un anno e mezzo fa. E la tv di stato siriano esulta: “Abbiamo cancellato i terroristi”.
A cura di Biagio Chiariello
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Il giorno più sanguinoso in Siria: 440 morti in sole 24 ore

Oltre 400 morti in sole 24 ore. Il 25 agosto 2012 in Siria sarà ricordata come la giornata più sanguinosa da quando il conflitto tra i lealisti di Bashar Al Assad e i ribelli del Free Syrian Army è cominciato nel marzo del 2011. A diffondere i drammatici numeri sono i comitati di coordinamento locali, secondo cui ieri nel Paese sono state uccise 440 persone, in quello che è già stato ribattezzato il "massacro di Daraya", città vicino a Damasco: le violenze di ieri hanno fatto «almeno 200 morti nella sola Daraya», dei quali 80 non identificati, ha reso noto oggi l'Osservatorio siriano dei diritti umani in un comunicato, confermando di fatto i dati forniti dai ribelli. Prima di questa strage, il giorno più cruento si era registrato lo scorso 12 luglio, con almeno 287 morti stimati dagli attivisti, la gran parte dei quali, 220, ad Hama. Ma a differenza delle ultime settimane, da qualche giorno l'esercito del Presidente siriano ha messo in campo l'aviazione che spara indiscriminatamente sui quartieri residenziali delle roccaforti ribelli a Damasco come a Homs, Hama, Dayr az Azzor, Aleppo (dove è stata uccisa la giornalista giapponese Mika Yamamoto).

Fa rabbrividire la descrizione della strage di Daraya da parte portavoce dei comitati di coordinamento locali:

i corpi di circa 210 persone sono stati rinvenuti in diversi luoghi del sobborgo, con fori di arma da fuoco alla testa o al collo. Sono state sterminate intere famiglie nelle loro case. Dentro e nei pressi della moschea Abu Sleiman Darani sono stati rinvenuti 156 corpi, di questi 19 sono di donne e tre di bambine. Altri corpi sono stati trovati negli orti».

E così la tv di stato siriano celebra il massacro, parlando di «terroristi cancellati a Daraya» e di un'operazione militare che ha portato «all'eliminazione di un gran numero di ribelli» e a «spianare» l'area dove «sorgevano diverse fabbriche per la fabbricazione di ordigni». «Grande vittoria» viene annunciata anche ad Aleppo, dove i «terroristi hanno subito perdite di grandi dimensioni», e a Dayr az Zor. Notizie che servono anche per distogliere l'attenzione della popolazione sui presunti dissidi interni al regime di Assad, già decapitato dall'attentato dello scorso 18 luglio. Secondo al Arabiya, infatti, il capo dell'intelligence dell'Aeronautica siriana, Jamil Hassan, è stato assassinato da uno dei suoi collaboratori nel proprio ufficio. E sempre la  tv panaraba saudita riferisce della diserzione e della conseguente fuga in Giordania del vicepresidente siriano Faruq al Sharaa, il cui volto non compare più da oltre un mese sui media ufficiali. Con lui sarebbe fuggito anche il generale di brigata Mohamed Musa al Khayrat, capo della settima divisione di fanteria meccanizzata.

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