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Conflitto in Ucraina
2 Maggio 2022
09:37

Il capo delle forze armate russe Valery Gerasimov scampa per miracolo all’attentato su fronte orientale

Il capo di stato maggiore dell’esercito russo Valery Gerasimov è scampato per miracolo a un attacco missilistico delle forze armate ucraine durante la sua visita all’eserecito russo a Izium. Nell’attentato sono morti 200 soldati.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Il capo di stato maggiore dell'esercito russo, il generale Valery Gerasimov, si è recato in Ucraina per fare visita al fronte orientale alla fine della scorsa settimana. L'ufficiale ha fatto incontrato le truppe nel tentativo di cambiare la rotta dell'offensiva del Cremlino, ritenuta debole sul fronte orientale secondo quanto sostiene l'intelligence statunitense. Kiev era a conoscenza della visita del più alto ufficiale in carica e ha cercato di incastrarlo in un attacco missilistico contro la scuola di Izium controllata dalle truppe russe. Quando i missili di Kiev hanno colpito la struttura, però, il generale era già partito per la Russia. Nell'attentato sono morti 200 soldati, tra cui almeno un generale. Questo è quanto riferito dai funzionari ucraini.

Gerasimov era stato nell'Ucraina orientale negli ultimi due giorni per discutere l'andamento delle operazioni russe sul territorio. Il ministero della Difesa russo non ha voluto commentare nell'immediato il tentato agguato al capo di stato maggiore dell'esercito. Secondo l'intelligence occidentale, comunque, la visita di Gerasimov è sintomo di problemi importanti tra le file delle truppe. L'esercito di Mosca sta avendo serie difficoltà nell'ottenimento di progressi sul territorio ucraino e la presenza di un generale di così alto rango conferma l'ipotesi degli analisti occidentali. Le truppe del Cremlino, messe in difficoltà dalla resistenza di Kiev, continuano a lottare con problemi logistici e di coordinamento. 

Sebbene le operazioni nel Donbass siano state ulteriormente intensificate nelle ultime settimane nel tentativo di strappare all'Ucraina almeno quel fazzoletto di terra, per il Cremlino l'offensiva continua ad essere "troppo modesta" per portare a casa un qualunque risultato. La conquista del Donbass, se non altro, rappresenterebbe un premio di consolazione comunque vendibile in patria come l'obiettivo principale russo fin dall'inizio dell'operazione speciale.

Gerasimov siede direttamente alla destra del presidente russo nel coordinamento della strategia militare in Ucraina. Il capo di stato maggiore dell'esercito, insieme al ministro della Difesa, è l'unico informato sui reali progressi della guerra e sul corso dell'offensiva in Ucraina. La mancanza di un comandante sul territorio ha causato una scarsa capacità di coordinamento tra le diverse unità dell'esercito del Cremlino e questo ha portato alla morte di più di 10 generali dall'inizio della guerra. All'inizio del mese scorso Mosca aveva cercato di correre ai ripari nominando il comandante esperto Aleksandr Dvornikov, che aveva già coordinato le operazioni militari in Siria bombardando diversi quartieri residenziali.

Neppure il suo intervento per ora è riuscito a districare la complicata matassa della burocrazia russa. Il morale delle forze del Cremlino, sempre meno informate su quello che accade nelle stanze dei bottoni, è ormai ai minimi dall'inizio della guerra.

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