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Guerra in Ucraina

I possibili effetti del via libera a Kiev all’uso di armi Usa in Russia, l’analisi del generale Battisti

L’analisi del generale Giorgio Battisti sulle possibili conseguenze sul campo di battaglia nella guerra in Ucraina della decisione di Biden di autorizzare Kiev a un parziale uso degli armamenti Usa sul territorio russo.
Intervista a Generale Giorgio Battisti
Ex comandante del Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia
A cura di Antonio Palma
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Immagine di repertorio
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Secondo funzionari statunitensi, Biden avrebbe autorizzato l’Ucraina all’uso di armi statunitensi anche sul suolo russo per effettuare attacchi limitati che possano difendere il Paese dall’offensiva di Mosca. Fanpage.it ha parlato con il generale Giorgio Battisti delle possibili conseguenze di questa decisione sul campo di battaglia nella guerra in Ucraina.

Biden avrebbe autorizzato Kiev a effettuare attacchi in Russia con armi Usa anche se limitati e col divieto nell’utilizzo degli Atacm. Quali possono essere le conseguenze sulla guerra in Ucraina?

Questo autorizzazione riguarda armi che sarebbero indirizzate a colpire i sistemi di lancio missilistici russi che sono all’interno del territorio russo ma prossimi al confine ucraino e che stanno bombardando il settore del fronte che fa riferimento a Kharkiv e cioè nel nord est di questo lungo fronte. Kharkiv infatti si trova a circa 25 chilometri dal confine e viene colpita da queste batterie, quindi quello statunitense è un via libera a colpire ma non in profondità. Una forma di controfuoco e di autodifesa perché altrimenti l’Ucraina sarebbe costretta solo a subire questi bombardamenti. Dal punto di vista militare, sicuramente costringerà i russi a diradare il proprio dispositivo cioè lo schieramento delle forze ma anche dei depositi di munizioni e dei posti comando, per evitare che vengano colpiti. Significa avere depositi più piccoli e sistemare i comandi in posti fortificati. Questo al limite può rallentare l‘offensiva russa ma non certo fermarla anche perché i sistemi di lancio di missili russi sono mobili e si possono tranquillamente spostare. In realtà ritengo che l’uso di armi Usa possa avere soprattutto un duplice effetto psicologico: il primo a favore della popolazione ucraina e dei soldati di Kiev, che vedono che si può reagire colpo su colpo agli attacchi russi, il secondo negativo per i russi che si sentiranno meno protetti quando sono sul proprio territorio.

Anche altri Paesi occidentali hanno dato disponibilità all’Ucraina a usare proprie armi come la Polonia e la Germania. Si rischia una escalation e il coinvolgimento diretto dell’Occidente in Ucraina?

Bisogna dire che non è la prima volta che armi occidentali colpiscono il territorio russo. Basti pensare ai lanci di missili a lungo raggio Storm shadow sulle basi navali in Crimea. Inoltre nessuno ha controllato se sistemi missilistici occidentali come gli Himars non siano già stati usati senza renderlo pubblico. Allargando un po’ l’orizzonte, tutta questa pubblicità che è stata data all’uso di armi occidentali dal segretario Nato Stoltenberg e poi dagli Usa indubbiamente segna un altro passo e un altro salto di qualità in questo confronto tra la Russia e gli Usa e di conseguenza la Nato. Sia Putin che il ministro degli esteri hanno subito parlato dicendo che ci saranno opportune reazioni, parlando di una risposta proporzionata all’attacco. Su cosa si possa intendere è un grosso quesito. Comunque non ritengo che si spingeranno a colpire sistemi di lancio occidentali su territorio Nato perché rischiano una forte reazione. Fino ad oggi, ad ogni introduzione di nuove armi occidentali, dagli Himars ai carri armati, i russi hanno sempre detto che avrebbero reagito ma finora non hanno mai fatto nulla contro l’Occidente. A questo punto ritengo che Putin qualche cosa farà, le intelligence segnalano già azioni di agenti russi su Paesi del Nord Europa e i russi non possono gridare sempre “al lupo” e poi non fare nulla altrimenti perdono di reputatone credibilità.

Il governo italiano invece ha detto no all’uso di proprie armi sulla Russia. Le nostre armi consegnate all’Ucraina potrebbero potenzialmente colpire il territorio russo?

L’Italia finora ha fornito quelle che vengono chiamate armi di difesa anche se è difficile etichettare le armi come difensive o offensive, dipende sempre dall'uso. Per quello che si sa, abbiamo dato artiglieria classica che può avere una gittata fino 30 o 40 km e avrebbero difficoltà ad arrivare oltre confine. Per quanto riguarda il sistema antiaereo e antimissile Samp-T questo è effettivamente difensivo ma noi i missili tipo Storm shadow o mezzi della nostra aeronautica non li abbiamo forniti ed è stato già annunciato che non verranno dati per ora. Bisogna dire però che siamo sotto elezioni europee e quindi alcuni Paesi, come l’Italia, sono molti attenti a come comportarsi. In generale, in questa ulteriore fase di supporto all’Ucraina è emerso che purtroppo i paesi della Nato stanno procedendo in ordine sparso tra chi è favore e chi come l’Italia non considerano opportuni questi ulteriori invii a favore di Kiev.

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