Esplosioni, lancio di lacrimogeni, scontri e decine di feriti e arrestati, è il bilancio del blitz messo in atto dalla polizia a Hong Kong contro una delle roccaforti della protesta di piazza anti cinese nel Paese: il politecnico PolyU. La struttura era stata trasformata in quartier generale dai manifestanti pro-democrazia ma dopo i continui scontri di piazza la polizia aveva deciso di assediarla con l'obiettivo di sgomberare tutto. Per tutta la notte fuori e dentro l'edifico sono state ore di altissima tensione tra manifestanti e forze dell'ordine in assetto antisommossa che avevano lanciato un ultimatum ai circa duecento presenti nel politecnico. Quando sembrava che si potesse precedere a uno sgombero pacifico, però è scattato il blitz della polizia. Prima c'è stato un fitto lancio di lacrimogeni, poi si sono sentite delle esplosioni, infine l'irruzione. Alcuni attivisti hanno tentato di resistere per alcuni minuti ma tutti alla fine si sono dovuti arrendere

Non è chiara la dinamica che ha portato alla rottura della tregua. Poco prima delle 7:00 locali (la notte in Italia), il rettore dell'ateneo Teng Jin-Guang aveva reso noto di aver raggiunto una tregua con la polizia a patto che gli studenti fermassero i lanci di oggetti e bottiglie incendiarie contro gli agenti. Quando i primi manifestanti sono usciti però la polizia li ha investiti con i lacrimogeni costringendoli  rientrare. Secondo i media locali, alla base di tutto ci sarebbe stata una carenza di comunicazione tra gli agenti impegnati nell'assedio del campus che avrebbero reagito istintivamente alla vista dei manifestanti credendo a un tentativo di sfondamento del cordone di polizia. I violentissimi scontri partiti ieri infatti sono proseguiti per ore compresi diversi falliti tentativi di sfondamento.

A testimonianza di quanto accaduto alcune drammatiche immagini delle tv che hanno mostrato gruppi di studenti investiti dai lacrimogeni mentre tentavano di lasciare pacificamente il campus. Dopo il blitz, sui social media sono circolate le immagini degli studenti ammanettati e in ginocchio schierati in riga in attesa di essere portati via. La polizia di Hong Kong ha lanciato un appello alla resa agli studenti arroccati nel resto campus della PolyU, invitati a deporre le armi e a uscire in modo ordinato piegando però che tutti saranno arrestati perché sospettati di rivolta in vista degli accertamenti del caso.

In tutta la metropoli intanto continuano  gli scontri. Il primo bilancio degli scontri di ieri a Hong Kong, stilato dalla Hospital Authority, parla di 38 persone ferite, di cui cinque in condizioni critiche. Tra i feriti diciotto persone sono in condizioni stabili, mentre sei sono state dimesse. Ventiquattro di loro sono state ricoverate tra la mezzanotte e le 7.30 del mattino, e tra questi c'è anche un uomo di 84 anni.