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Hong Kong, migliaia in rivolta contro la Cina: cariche di polizia ed esercito

I manifestanti chiedono elezioni libere dopo le limitazioni imposte da Pechino.
A cura di Antonio Palma
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Continua la rivolta ad  Hong Kong nonostante le cariche della polizia e l’arresto di alcuni dei leader. Da più di una settimana gli studenti hanno interrotto tutte le lezioni e sono scesi in piazza per protestare contro la decisione della Cina di selezionare i candidati che dovranno presentarsi per le elezioni del governatore previste nel 2017. Ai giovani studenti nel corso dei giorni si sono poi aggiunti anche insegnanti, intellettuali e tante persone fortemente contrarie alla decisione di Pechino. Dopo che alcuni  manifestanti sono riusciti a superare le barriere che proteggono la sede del governo e ad occuparla, sono intervenuti in maniera massiccia polizia ed esercito che da giorni si fronteggiavano con i manifestanti. A quanto si apprende alcuni manifestanti, forse tredici, sarebbero stati arrestati tra cui il 17enne leader del movimento degli studenti Scholarism che ha dato vita alla rivolta.

La protesta continua nonostante gli arresti

Diversi manifestanti inoltre sarebbero rimasti feriti durante gli scontri di piazza. Per disperdere la folla in effetti la polizia è intervenuta con forza usando spray urticanti e lacrimogeni e non sono mancate cariche dei poliziotti con manganellate verso i manifestanti. Nonostante gli arresti e le cariche, comunque i capi di Occupy Central, che avevano promosso per il 1 ottobre una grande manifestazione contro la decisione della Cina, hanno invitato tutti a non fermarsi e ad essere solidali con gli studenti. Proprio questi ultimi in effetti hanno dato il via alle proteste anticipando anche quanto stabilito dai leader di Occupy Central. Per i manifestanti la decisione di Pechino di non rispettare i patti è inaccettabile ed è solo un modo per scegliere comunque solo uomini fidati del partito comunista cinese. Il governo centrale della Cina intanto ha fatto sapere ufficialmente che “si oppone fermamente agli atti illegali che si svolgono a Hong Kong” sottolineando di appoggiare pienamente il governo locale nella gestione della sicurezza secondo la legge.

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