La corsa ai vaccini rischia di trasformarsi in una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi: in un campo in cui la collaborazione tra scienziati potrebbe fare la differenza stiamo invece assistendo a una competizione spietata per immettere per primi sul mercato una soluzione definitiva alla pandemia che nel 2020 ha colpito tutti i paesi del mondo. Indubbiamente scoprire per primi un vaccino sicure ed efficace conferisce importanti vantaggi economici e non  quindi un caso che tutte le potenze mondiali abbiano investito in ricerca e migliaia di scienziati in ogni angolo della terra lavorino notte e giorno.

L'affaire vaccini tuttavia non tiene impegnati solo gli scienziati. Paz Eseban, direttrice del centro nazionale spagnolo per l'intelligence (Cni), ha reso noto che negli ultimi mesi hacker cinesi hanno sottratto "informazioni sensibili" dai centri di ricerca spagnoli che sono al lavoro per cercare di sviluppare un vaccino efficace contro il coronavirus. Lo riferiscono fonti dell'Intelligence consultate dal quotidiano "El Pais". Eseban ha affermato nel corso di un seminario che gli attacchi in settori sensibili come quello sanitario e farmaceutico sono in aumento e si sono verificati in diversi paesi. La maggior parte di questi cyber-attacchi, secondo le fonti consultate, provengono dalla Cina e dalla Russia. In molti casi si tratterebbe di enti statali, ma non mancherebbero organizzazioni criminali che commerciano le informazioni rubate. In Spagna è noto che l'attacco informatico è arrivato dalla Cina. Le fonti consultate non hanno rivelato l'importanza o la natura delle informazioni rubate.

L'allarme delle autorità spagnole è quindi ai massimi livelli: per questo i componenti del Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo (Csic) che stanno sviluppando vaccini sperimentali contro il Covid-19 sono stati convocati nei mesi scorsi ed avvertiti dei cyber-attacchi invitandoli a "prendere precauzioni" contro possibili furti di dati. Diversi ricercatori, tuttavia, hanno affermato di "non essere a conoscenza" di furti nei loro posti di lavoro. In Spagna sono attualmente in fase di sperimentazione dieci progetti per sviluppare vaccini contro il coronavirus. I più avanzati sono quelli guidati dal virologo Mariano Esteban, presso il Centro nazionale di biotecnologia del Csic, e dal medico Felipe García, all'Ospedale Clínic di Barcellona.

Quanti sono i vaccini anti coronavirus in fase di sviluppo

Nella sezione dedicata sul suo sito, l'Organizzazione Mondiale della Sanità spiega che ci sono attualmente 169 candidati vaccini contro il Covid-19 in fase di sviluppo, e 26 di questi sono entrati nella fase di sperimentazione sull'uomo. L’attività di ricerca sta viaggiando ad una velocità mai vista negli scorsi anni e secondo le stime più ottimistiche le prime dosi potrebbero essere pronte entro la fine del 2020. Dal canto suo l'OMS nei mesi scorsi ha lanciato un'iniziativa chiamata ACT Accelerator, cioè un'alleanza globale per accelerare lo sviluppo di test, farmaci e un possibile vaccino contro il coronavirus e per assicurarsi che tutto il mondo abbia accesso a queste cure. La iniziativa  è stata presentata il 27 aprile da Tedros Adhanom (direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS), Ursula von der Leyen (presidente della Commissione Europea), Emmanuel Macron (presidente francese) e Melinda Gates (co-presidente della Fondazione Bill e Melinda Gates) nel corso di una videoconferenza alla quale hanno preso parte anche capi di governo di Italia, Spagna, Germania, Regno Unito, Finlandia, Costa Rica, Sudafrica, Ruanda, Arabia Saudita e Malaysia. Non parteciperanno al progetto né gli Stati Uniti, né la Cina.