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Guardia 18enne fa sesso in carcere con un detenuto e fa entrare droga nella cella: arriva condanna

Una giovane guardia carceraria, Alicia Novas, è stata condannata per aver intrattenuto rapporti sessuali con un detenuto di 31 anni e per aver introdotto cannabis e due telefoni cellulari in carcere, violando gravemente le norme e la sicurezza dell’istituto (HMP Five Wells, in Regno Unito).
A cura di Biagio Chiariello
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"Non ha compreso la gravità delle proprie azioni". È il giudizio netto pronunciato dalla giudice Rebecca Crane nei confronti di Alicia Novas, 20 anni, ex agente penitenziaria del carcere di HMP Five Wells, a Wellingborough, nel Northamptonshire, Regno Unito, finita a processo per una relazione intrattenuta con un detenuto e per una serie di condotte che hanno compromesso la sicurezza dell’istituto penitenziario.

Secondo la ricostruzione emersa in tribunale, l'imputata – appena maggiorenne all’epoca dei fatti – avrebbe oltrepassato progressivamente ogni limite professionale instaurando un legame con Declan Winkless, 31 anni, detenuto condannato a oltre undici anni di carcere per una lunga serie di furti organizzati. Un rapporto che, in pochi mesi, si è trasformato in una relazione intima vera e propria, fino a culminare in rapporti sessuali consumati all’interno dell’istituto e ripresi in due video.

Nelle immagini, Novas indossa l’uniforme da agente penitenziaria. I filmati, successivamente, sono stati diffusi su Snapchat dallo stesso detenuto.

Sempre secondo l’accusa, la guardia avrebbe sfruttato il proprio ruolo per favorire il detenuto, introducendo illegalmente in carcere cannabis e due telefoni cellulari. Proprio grazie a quei dispositivi, Winkless è riuscito a mantenere contatti costanti con lei: durante il periodo contestato, gli investigatori hanno contato quasi 3.000 comunicazioni.

Un passaggio particolarmente grave riguarda la sicurezza interna del carcere. Novas avrebbe infatti fornito a Winkless informazioni riservate, inclusa l’identità di un informatore e dettagli su ciò che le autorità penitenziarie sapevano o sospettavano delle attività del detenuto. "Così facendo – ha spiegato la giudice – ha esposto quella persona a un rischio molto serio per la propria incolumità".

Anche dopo l’arresto, Novas avrebbe continuato a mantenere contatti con Winkless, dimostrando, secondo il tribunale, di non aver pienamente compreso l’impatto delle proprie azioni sulla sicurezza dell’istituto, del personale e degli altri detenuti.

Entrambi gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità in una precedente udienza. La donna si è dichiarata colpevole di abuso d’ufficio tra il 1° agosto e il 24 dicembre 2024, mentre Winkless ha riconosciuto di aver incoraggiato e favorito i comportamenti illeciti dell’agente.

Il suo legale, Liam Muir, ha riferito che la giovane soffre di un disturbo di personalità emotivamente instabile, una condizione che non era stata diagnosticata all’epoca dei fatti. La giudice ha invece riconosciuto il pentimento di Winkless, che è stato condannato a tre anni e quattro mesi di carcere, pena che si aggiunge a quella che sta già scontando. Per Novas la pena non è stata ancora resa pubblica. La sentenza è stata pronunciata lunedì 26 gennaio alla Corte di Northampton.

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