video suggerito
video suggerito

Giudice ordina la liberazione di Liam, il bimbo di 5 anni catturato dall’ICE e deportato a 2mila km da casa

Secondo il giudice distrettuale statunitense Fred Biery “il caso ha la sua genesi nella mal concepita e incompetente ricerca da parte del governo di quote di deportazione giornaliere, anche se questo causa traumi ai bambini”.
A cura di Davide Falcioni
6 CONDIVISIONI
Immagine

Liam, il bambino prelevato il 20 gennaio dagli agenti dell'ICE nel viale di casa sua a Minneapolis, e la cui foto aveva fatto il giro del mondo, è stato rilasciato dal centro di detenzione per immigrati nel sud del Texas in cui era stato trasferito, a duemila chilometri di distanza dalla sua abitazione: anche il padre, deportato nello stesso luogo, potrà tornare libero entro martedì.

Lo ha stabilito il giudice distrettuale statunitense Fred Biery affermando che "il caso ha la sua genesi nella mal concepita e incompetente ricerca da parte del governo di quote di deportazione giornaliere, anche se questo causa traumi ai bambini". Insomma, il piccolo Liam e suo padre, Adrian Conejo Arias, non possono essere espulsi dagli Stati Uniti e se sono stati deportati in Texas è stato solo per l'estremo e immotivato cinismo degli agenti ICE, più interessati a compiacere il loro capo Donald Trump che a rispettare le leggi. Nella sua ordinanza il giudice Biery ha allegato una foto del bambino e i riferimenti a due passi della Bibbia: "Gesù disse: ‘Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno dei cieli'" e: "Gesù pianse".

Il caso di Liam e di suo padre si era inserito nel quadro di un generale inasprimento delle operazioni dell'ICE nello Stato del Minnesota dove, in poche settimane, sono stati effettuati migliaia di arresti, inclusi diversi minori, per lo più trasportati nel centro di detenzione di Dilley, in Texas: lo stesso centro che, secondo diverse organizzazioni per i diritti dei bambini, ospita minori malati, reclusi in condizioni drammatiche. Leecia Welch, consulente legale capo di Children's Rights, ha dichiarato a Ndtv di aver visitato la struttura alcune settimane fa nell'ambito di una causa legale sul benessere dei bambini immigrati in custodia federale. "Il numero di bambini è salito alle stelle e molti di loro sono stati trattenuto per oltre 100 giorni", ha detto, aggiungendo che "quasi tutti i bambini con cui abbiamo parlato erano malati".

6 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views