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Gheddafi: ”Bossi voleva aiuti per la secessione della Padania, ma noi rifiutammo”

Mentre Francia e Italia si intromettono negli affari interni della Libia, afferma Gheddafi, il suo paese al contrario non si è comportato allo stesso modo.
A cura di Biagio Chiariello
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Una dichiarazione allarmante quanto il personaggio che l'ha fatta, quest'ultima di Muammar Gheddafi. Ma se nei suoi recenti comunicati il Colonnello aveva preso di mira l'intero paese (“La Libia ha fatto inginocchiare l'Italia"), stavolta c'è una figura ben precisa nelle parole che emergono da un'intervista concessa ad una televisione francese (France 24): il leader della Lega Nord, nonché Ministro delle Riforme per il Federalismo, Umberto Bossi. Il rais, infatti, asserisce "di non essere intervenuto in Italia per favorire la secessione, come chiese Bossi, perché era illegale”.

Ma, a ben vedere, le dichiarazioni del rais sembrano rispondere ad una strategia ben precisa. Infatti, mentre Francia (che è intervenuta a sostegno del Consiglio Nazionale degli insorti a Bengasi) e Italia si intromettono negli affari interni della Libia, afferma Gheddafi, il suo paese al contrario non si è comportato allo stesso modo.

“'Fa ridere questa interferenza negli affari interni. Come se noi ci occupassimo nelle questioni della Corsica, della Sardegna, o di altre regioni d’Europa," dice Gheddafi. "Noi infatti non siamo intervenuti nel Nord Italia a favore di uno stato della Padania, come voleva Bossi. Le persone armate a Bengasi sono legate ad al-Qaida, non hanno rivendicazioni politiche e nemmeno economiche”.  Sempre nell'intervista a France24 il leader libico dice che non verrà fuori alcuna democrazia da "questo complotto". Insomma, un sostegno che Gheddafi interpreta come un vero e proprio tradimento.

C'è da dire che le dichiarazioni del rais arrivano a poche ore da quelle del Ministro degli Esteri, Frattini, che si era detto poco possibilista sull'intervento di aerei  militari italiani sul terreno libico, ma aveva dato il suo assenso alla disponibilità di basi Italiane in caso di intervento in Libia. Intanto anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è fatto avanti per chiedere al regime libico di cessare gli "attacchi indiscriminati" contro i civili.

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