Jonty Bravery, il ragazzo britannico accusato di aver lanciato un bimbo francese di 6 anni dalla terrazza al decimo piano del museo Tate Modern di Londra, ferendolo gravemente, si è dichiarato colpevole di tentato omicidio. "L'ho fatto per andare in televisione", ha candidamente ammesso l'imputato. Il 18enne, che aveva 17 anni al momento dei fatti, è comparso in videoconferenza di fronte ai giudici del tribunale Old Bailey di Londra. La sentenza è attesa il 17 febbraio prossimo e nuove perizie psicologiche saranno eseguite prima di allora. Il bambino a causa della caduta ha subito una emorragia cerebrale e fratture multiple, alla colonna vertebrale, alle gambe e alle braccia. Era atterrato al quinto piano circa 30 metri più in basso.

Stando a quanto accertato dalla polizia  londinese Jonty Bravery, all'epoca 17enne, non conosceva la vittima. I familiari del piccolo, di origini francesi, hanno rilasciato una dichiarazione questa settimana spiegando che "il nostro bambino non sa più come parlare, mangiare o muovere il suo corpo" ma che sta cominciando a fare del suo meglio per muovere la lingua, il braccio e la mano destra, sulla quale è stata promossa una raccolta fondi per le cure mediche del bimbo. "Vediamo i suoi sforzi, crediamo con tutto il cuore che troverà il modo e la testa di fare tutto di nuovo. È molto coraggioso, continua a sorridere alle nostre battute. Ma iniziamo a vedere purtroppo anche la sua sofferenza. Non capisce perché non riesca a mangiare o a ingoiare un po’ di yogurt. Dobbiamo essere forti per lui. In primo luogo perché continua a sorridere e a fare progressi coraggiosamente, e poi perché vediamo che conta su di noi per prenderci cura di lui”, hanno raccontato.

Il bambino, che ha fatto ritorno in Francia, stava visitando la galleria mentre era in vacanza insieme alla madre, quando è stato afferrato da Bravery e gettato nel vuoto dalla balconata panoramica al decimo piano.