Screen dal quotidiano "Bild".
in foto: Screen dal quotidiano "Bild".

Momenti di terrore ad Halle, città della Sassonia-Anhalt  in Germania, a circa 200 chilometri dalla capitale Berlino. Una sparatoria si è verificata nei pressi di una sinagoga nel quartiere Paulus, nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 9 ottobre. Secondo la polizia, ci sarebbero diversi morti, almeno due. Una delle due vittime è un uomo ed è stato ucciso in una "tavola calda": lo scrive il sito del settimanale Der Spiegel citando un portavoce della polizia. Si tratta quindi del ‘doner', distante circa 500 metri dalla sinagoga. L'altra vittima è stata invece uccisa a una trentina di metri da luogo di culto, dove si trovavano un'ottantina di persone, ed è una donna. Una persona è stata fermata, come riferisce il quotidiano tedesco Bild, ma altre due persone sono in fuga. I testimoni hanno parlato di più di un aggressore, con tuta mimetica, elmetto e maschera anti-gas e con armi lunghe e corte, fuggiti poi a bordo di un'auto, forse un taxi, in direzione Lipsia. Inoltre, una bomba a mano sarebbe stata anche lanciata nel cimitero ebraico della cittadina, adiacente alla sinagoga, come riporta la stampa locale. Un testimone oculare ha raccontato ai media locali di aver visto un aggressore in abiti militari che prendeva di mira un fast food kebab. Secondo l'uomo, infatti, diversi colpi avvarrebbero raggiunto le vetrine di un "doner", una tavola calda che offre fra l'altro panini di carne alla turca. L'attacco oltre a due vittime ha causato due feriti, uno dei quali è stato operato.

Germania, sparatoria davanti alla sinagoga, fermato un uomo

Sarebbe "un tedesco bianco" l'uomo arrestato ad con l'accusa di far parte del gruppo di armati che oggi ha attaccato una sinagoga della città di Halle, nella festività ebraica dello Yom Kippur. Lo riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" spiegando che le prime tracce portano al Burgenland, uno dei circondari della Sassonia-Anhalt. Il quotidiano Bild riferisce invece che si sta facendo sempre più largo l'ipotesi che sia stato l'antisemitismo il movente principale dell'attacco. E' l'opinione di molti esponenti politici tedeschi, ed è per questo che sono stati innalzati i livelli di sicurezza nelle sinagoghe del Baden-Württemberg e nella Renania settentrionale-Vestfalia. Anche se non vi è stata alcuna rivendicazione, Secondo Rita Katz, direttrice di Site, un sito di monitoraggio dell'estremismo sul web, le comunità online di estrema destra hanno approvato il gesto.  La Procura federale tedesca, che si occupa anche di terrorismo, ha avocato a sé le indagini ma formalmente per ora solo per "omicidio con carattere di sicurezza nazionale".

Sparatoria in Germania, la polizia: "Restate in casa, non uscite"

La sparatoria di oggi ad Hale cade, per altro, su Yom Kippur, che in tedesco indica il giorno della riconciliazione o festival della riconciliazione, una delle feste ebraiche più importanti. La Deutsche Bahn ha intanto chiuso la stazione ferroviaria di Halle. La polizia sta invitando su Twitter la popolazione a restare chiusa in casa per la propria sicurezza, anche dopo l'arresto di un sospetto, per non intralciare le operazioni. Trattandosi di una situazione di particolare emergenza, tutte le unità di polizia sono state trasferite sul luogo dell'attacco. Gli agenti hanno trovato diversi proiettili esplosi a terra. Intensificate anche le misure di sicurezza all'esterna della sinagoga di Dresda.

Germania, spari anche a Landsberg dopo la sparatoria di Halle

Subito dopo la sparatoria davanti alla sinagoga di Halle si è registrata l'esplosione di "colpi" anche in una località vicina, fatto che è stato confermato dalla polizia tedesca precisando che si tratta di Landsberg, centro situato "circa 15 chilometri" a est dalla città della Sassonia-Anhalt. Lo ha riferito l'agenzia Dpa aggiungendo che una portavoce della polizia di Halle non ha voluto fornire ulteriori dettagli.

Cosa è successo ad Halle: "No a speculazioni online"

Non è probabilmente un caso che proprio oggi la polizia tedesca aveva effettuato raid in quattro stati alle prime ore di oggi fermando sei sospetti legati ad una serie di minacce di attentati dinamitardi rivolte a moschee, sedi di partiti e di media. Bersaglio degli inquirenti, sette individui considerati autori delle lettere minatorie sulla base delle quali sono partite le indagini, secondo quanto riferito dal ministro dell'Interno bavarese Joachim Herrmann. Le minacce di attacchi dinamitardi, contenute in 23 mail, risalgono a luglio ed erano firmati con sigle quali "Fronte popolare", "Combat 18" e "Sangue e onore", organizzazione, quest'ultima, messa al bando nel paese e di cui si considera "Combat 18" (1 e 8 indicano rispettivamente il posto nell'alfabeto delle iniziali di nome e cognome di Adolf Hitler) il braccio armato. Alle operazioni condotte in sette diverse sedi hanno preso parte circa 120 agenti che hanno operato negli stati di Baviera, Baden-Wuerttemberg, Turingia e la stessa Sassonia-Anhalt dove si è verificata la sparatoria. Le forze dell'ordine tedesche invitano tuttavia a evitare speculazioni soprattutto online.