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Gaza: la prima notte di calma dopo 8 giorni di sangue

Hamas ha proclamato una “Giornata nazionale di vittoria” e in tantissimi sono scesi in strada a Gaza per festeggiare il cessate il fuoco. Quest’ultima è stata la prima notte senza bombe e missili in Medio Oriente e l’Onu adesso chiede che gli accordi siano rispettati.
A cura di Susanna Picone
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Hamas ha proclamato una “Giornata nazionale di vittoria” e in tantissimi sono scesi in strada a Gaza per festeggiare il cessate il fuoco. Quest’ultima è stata la prima notte di calma in Medio Oriente e l’Onu adesso chiede che gli accordi siano rispettati.

È festa nella Striscia di Gaza che, dopo 8 giorni di bombe e sangue, ha trascorso la prima notte di calma, senza che le bombe israeliane abbiano potuto fare altre vittime. Nel pomeriggio di ieri, in seguito a una giornata estremamente tesa in Medio Oriente, l’Egitto ha annunciato quasi a sorpresa un accordo per la tregua tra Hamas e Israele. Dalle 21 ora locale (le 20 in Italia) è entrato in vigore il cessate il fuoco: determinanti per il raggiungimento della tregua sono stati l’America e l’Egitto. Immediatamente dopo la tregua qualche missile è partito da Gaza, fortunatamente senza provocare vittime né feriti, ma Israele non ha risposto. Da mezzanotte in poi, invece, le armi hanno taciuto. I palestinesi a Gaza sono scesi in strada per festeggiare. Hamas ha anche proclamato una “Giornata nazionale di vittoria”: decine di persone hanno sparato in aria, in strada, in segno di giubilo. La sensazione è che tra la popolazione in Medio Oriente si avverta già un senso di profondo sollievo per la calma che si spera possa durare.

“Aiuti umanitari a Gaza” – In questi giorni di conflitto tra Israele e Hamas hanno perso la vita oltre 160 persone: 5 di nazionalità israeliana, il resto erano palestinesi (tanti bambini e per la metà delle vittime si trattava di civili). E la notte è stata tranquilla anche nel territorio israeliano dove, almeno per il momento, vengono ancora mantenute le misure di sicurezza. Per esempio, le scuole che si trovano a una distanza inferiore a 40 chilometri dalla Striscia sono chiuse e i riservisti schierati ai confini restano nello loro posizioni. Saranno rilasciati gradualmente solo nei prossimi giorni se l’accordo sarà rispettato. E dopo la tregua il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che ha accolto con soddisfazione l’annuncio del cessate il fuoco, ha chiesto alle parti di agire con serietà e di rispettare quanto stabilito. La richiesta, adesso, è anche quella di uno sforzo internazionale per portare aiuti d’emergenza a Gaza.

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