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Conflitto Israelo-Palestinese

Gaza, come stanno andando trattative tra Israele e Hamas. Netanyahu: “Entreremo a Rafah con o senza accordo”

Proseguono i negoziati per la fine dei combattimenti a Gaza e il rilascio di ostaggi. Dall’Arabia Saudita, anche il segretario di Stato USA spinge per l’accordo: “Da Israele un’intesa generosa, Hamas accetti”. Intanto il premier israeliano: “Entreremo a Rafah con o senza accordo”.
A cura di Biagio Chiariello
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C'è ancora attesa per la trattativa tra Israele e Hamas su ostaggi e cessate il fuoco a Gaza. La delegazione dell'organizzazione militare palestinese ha lasciato il Cairo e tornerà con la risposta alla proposta israeliana, ha fatto sapere la televisione egiziana al Qahera.

"Hamas tornerà con una risposta scritta", aggiunge l'emittente. Sulle possibilità di accordo "premono gli occidentali e diversi Paesi arabi".

Intanto però il premier israeliano Benjamin Netanyahu fa sapere: "Entreremo a Rafah con o senza accordo".

Il numero uno di Tel Aviv lo ha dichiarato durante un incontro con i rappresentanti delle famiglie degli ostaggi e delle famiglie, spiegando che "l'idea di porre fine alla guerra prima di raggiungere tutti i nostri obiettivi è inaccettabile. Noi entreremo a Rafah e annienteremo tutti i battaglioni di Hamas presenti lì, con o senza un accordo, per ottenere la vittoria totale".

"La nostra posizione è sempre la stessa: non vogliamo un'operazione di terra a Rafah". Le parole il portavoce del Consiglio per la sicurezza americana, John Kirby, in un briefing con un ristretto gruppo di giornalisti rispondendo ad una domanda sulle ultime dichiarazioni di Netanyahu.

Un alto funzionario israeliano all'Afp in condizione di anonimato ha poi fatto sapere che "Israele prenderà una decisione una volta che Hamas avrà fornito la sua risposta". "Aspetteremo le risposte fino a mercoledì sera e poi decideremo", ha aggiunto.

Il discorso tra le due fazioni è centrato su un accordo in due fasi che porterebbe ad un primo stop dei combattimenti con il rilascio di alcuni di un centinaio di ostaggi che si ritiene Hamas detenga ancora in cambio della liberazione dei palestinesi tenuti prigionieri da Israele, mentre colloqui si dovrebbero poi tenere per una seconda fase per il rilascio degli altri ostaggi, inclusi militari.

Di proposta "straordinariamente generosa da parte di Israele", ha parlato ieri il segretario di Stato americano Antony Blinken, in visita in Arabia Saudita. È "quasi concluso", ha inoltre annunciato, il patto di sicurezza tra la Casa Bianca e Riad "che comprende la normalizzazione delle relazioni con Israele". Allo stesso tempo il segretario di Stato americano ha ribadito l'opposizione degli USA ad un'offensiva israeliana su Rafah, nel sud della Striscia. “Non abbiamo ancora visto un piano che ci permetta di credere che i civili possano essere efficacemente protetti” ha detto Blinken a una riunione del World Economic Forum.

Un funzionario da Il Cairo ha spiegato che Tel Aviv avrebbe abbassato il numero di ostaggi che vuole siano rilasciati nella prima fase, rispetto alle precedenti richieste di 40, senza però chiarire quale sia il nuovo numero. Secondo questa fonte, Israele ha anche mostrato flessibilità nel permettere ai residenti di tornare nel nord di Gaza e "disponibilità a discutere" un “cessate il fuoco sostenibile” all'enclave palestinese come parte della seconda fase delle trattative.

Mentre il sito di notizie Ynet, riferisce che il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi avrebbe approvato i piani finali per l'operazione militare a Rafah e nei campi profughi del centro della Striscia: nelle prossime 48-72 ore si arriverà a un accordo sugli ostaggi o all'inizio dell'invasione.

Trattative che proseguono sotto le bombe. Altri 34 palestinesi sono morti ieri a causa dei bombardamenti israeliani sull’area di Rafah – l’ultima città della Striscia di Gaza ancora in mano ad Hamas – secondo il Ministero della Salute locale.

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