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Francia, il governo vuole chiudere scuola per carenza di alunni: i genitori iscrivono 4 pecore

A Nitting-Voyer-Hermelange, nel nord est della Francia, i genitori di una scuola hanno iscritto quattro pecore per protesta contro la decisione di chiudere una classe per mancanza di bambini.
A cura di Davide Falcioni
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Pur di evitare la chiusura di una scuola nel nord est della Francia un gruppo di genitori ha deciso di iscrivere quattro pecore, con tanto di nome, cognome e data di nascita: una provocazione ben riuscita per protestare contro la norma che, un po' come in Italia, impone la chiusura di intere classi scolastiche qualora non venga raggiunto un numero minimo di allievi.

Secondo il ministero dell’Educazione francese gli studenti e le studentesse necessari per garantire il prossimo anno scolastico delle cinque classi dell’accorpamento Nitting-Voyer-Hermelange, nei pressi di Sarrebourg nella Mosella, Nord-Est della Francia, è pari a 98 studenti. Il mancato raggiungimento del numero richiesto avrebbe comportato la chiusura di una delle cinque classi. "Né i sindaci né i genitori erano d’accordo. Inizialmente abbiamo protestato, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta dal governo. Abbiamo quindi deciso di usare l’assurdo per rispondere a una decisione assurda", ha spiegato in un video il presidente dell’associazione dei genitori.

Di fronte alla ricerca di quattro nuovi bambini da mandare a scuola, si è deciso di iscrivere quattro pecore di un allevatore locale , anch'egli genitore di alcuni studenti: "Loro (gli ispettori del Ministero, ndr) contano i nostri figli come pecore; così siamo arrivati ​​all'assurdo estremo registrando quattro pecore per raggiungere il numero minimo necessario per iniziare l'anno scolastico", ha raccontato Élodie, madre di due bambini e vicepresidente dell'associazione locale dei genitori.

Le quattro pecore hanno tutte un nome e un cognome: John Deere, Valériane Deschamps, Phil Tondus e Marguerite Duprès. A tutte e quattro sono stati assegnati dei genitori, un indirizzo e una data di nascita. La scelta degli animali non è stata casuale. “I nostri figli non sono delle pecore da contare”, hanno spiegato le famiglie in un video per poi rassicurare gli animalisti che i quattro ovini prestati da allevatori locali hanno fatto poi ritorno alle loro fattorie.

In attesa di una risposta dal ministero dell’Educazione, i genitori hanno realizzato anche un filmato con delle immagini degli studenti e una canzone denuncia. “Siamo i dimenticati, quelli delle campagne, quelli troppo lontani da Parigi”, e poi ancora “i trenta studenti raggruppati in 50 metri quadrati secondo una filosofia che trasforma il Paese in un centro commerciale”.

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