Francia, arrestato un 80enne: accusato di violenze sessuale su 89 minorenni in tutto il mondo

Un anziano è stato arrestato in Francia con accuse sconcertanti: violenze sessuali su 89 minorenni tra il 1967 e il 2022, commesse in diversi Paesi. Si tratta di Jacques Leveugle, nato ad Annecy nel 1946, ora detenuto nell’Isère. A confermare i dettagli dell’indagine è stato il procuratore di Grenoble, Etienne Manteaux, durante una conferenza stampa martedì 10 febbraio.
Le accuse contro Leveugle sono gravissime e di portata internazionale. Secondo la magistratura, il 79enne avrebbe sfruttato la propria posizione di educatore, tutor e insegnante per avvicinarsi a giovani in Germania, Svizzera, Marocco, Niger, Algeria, Filippine, India, Colombia, Nuova Caledonia e naturalmente in Francia. “Ha viaggiato in diversi Paesi e, in ogni luogo in cui si è stabilito, ha incontrato giovani e ha avuto rapporti sessuali con loro”, ha spiegato il procuratore.
Per far emergere i dettagli delle violenze, le autorità hanno analizzato una chiavetta USB scoperta nel 2022 dal nipote, insospettito dal comportamento dello zio. Al suo interno erano presenti quindici volumi di scritti personali, una sorta di inventario dettagliato in cui Leveugle annotava presunti rapporti sessuali con adolescenti tra i 13 e i 17 anni.
Le indagini hanno già permesso di ascoltare circa 150 persone, ma il procuratore Manteaux ha lanciato un appello pubblico:
Questo nome deve essere noto perché l’obiettivo è permettere alle potenziali vittime di farsi avanti. Il tempo stringe: per le violenze anteriori al 1993 incombe il rischio di prescrizione e, considerata l’età dell’imputato, è fondamentale chiudere il fascicolo entro il 2026 per arrivare a una condanna in tempi ragionevoli”.
Leveugle era già stato posto in custodia cautelare nel febbraio 2024 con l’accusa di stupro aggravato e violenza sessuale su minorenni, e nuovamente nell’aprile 2025 dopo aver violato la sorveglianza giudiziaria. Il materiale rinvenuto nella chiavetta USB ha confermato l’entità dei reati: rapporti sessuali con 89 minorenni, con dettagli su età, circostanze e luoghi, dalle città europee fino a paesi lontani come le Filippine, l’India e la Colombia.
Secondo la Procura, Leveugle avrebbe agito con quella che Manteaux definisce “seduzione intellettuale”: l’uomo, descritto come colto e carismatico, sfruttava la propria cultura e il fascino personale per attirare i giovani. Si presentava come una figura educativa, ispirata all’antica Grecia, e in più occasioni i suoi scritti rivelano come utilizzasse l’ironia e l’autorevolezza per conquistare la fiducia delle vittime.

Il dossier giudiziario, già complesso di per sé, si arricchisce di un ulteriore capitolo inquietante. Leveugle ha ammesso di aver ucciso la madre, malata terminale di cancro, negli anni Settanta, e la zia novantenne circa vent’anni dopo, asfissiandole entrambe con un cuscino. L’uomo ha dichiarato di considerare legittimi questi atti e ha aggiunto che in caso di fine vita vorrebbe ricevere lo stesso trattamento. Questi omicidi sono oggetto di un fascicolo separato rispetto all’inchiesta sugli abusi sessuali.
Il procuratore Manteaux ha diffuso immagini di Leveugle a diverse età e ha sottolineato l’importanza di contattare chiunque abbia informazioni o sia stato vittima dell’uomo: “Le testimonianze sono fondamentali per chiudere il cerchio delle indagini e garantire giustizia alle vittime”.
Leveugle, oggi 79enne, rischia pene severe per i 55 anni di presunti abusi. Le accuse nei suoi confronti potrebbero però non essere finite. Le autorità invitano chiunque possa contribuire a fare luce sugli eventi a farsi avanti senza indugio.