E' uno scenario apocalittico quello che si presenta nell'area circostante al vulcano Taal, sull'isola di Luzon, vicino a Manila nelle Filippine. Come rivela il National Disaster Risk Reduction and Management Council infatti sono morti tutti gli animali e le piante, mentre sono state evacuate 18mila persone residenti nelle città vicine al vulcano Laurel, Balete, Talisay, San Nicolas, Agoncillo, Alitagtag, Mataas na Kahoy, Lemery e  Tanauan and Lipa in Batangas. "Siamo stati informati durante le perlustrazioni aeree che tutta la flora e la fauna vicino al vulcano era morta e quindi era inutile tornare per cercare di mettere in salvo gli animali", ha dichiarato il portavoce Mark Timbal, all'emittente filippina Abc-Cbn News.

Gli sfollati sono stati ospitati in 76 centri di accoglienza e il portavoce ha invitato la popolazione filippina a donare cibo e acqua. Una volta finita l'eruzione vulcanica, il governo  ha fatto sapere che non autorizzerà più alcuna costruzione sull'isola, ma aiuterà a ricostruire e ripopolare le comunità della provincia di Batangas.

Domenica scorsa il vulcano Taal aveva proiettato in cielo un enorme pennacchio spingendo le autorità a ordinare l'evacuazione di decine di migliaia di persone che vivono alle sue pendici. Anche il governo del presidente Rodrigo Duterte ha dato ordine di chiudere le scuole e i luoghi di lavoro a Manila. La fitta coltre di cenere vulcanica ha ridotto  la visibilità ad appena uno o due metri in alcune zone dell'isola, rendendo anche gli spostamenti delle autorità molto difficoltosi. Almeno 554 voli sono stati cancellati, si legge in una nota dell'autorità aeronautica civile. Taal è uno dei 24 vulcani attivi conosciuti più instabili del Paese con 34 eruzioni registrate: il timore degli esperti è che possa anche nei prossimi giorni dare luogo ad altre esplosioni molto violente.