Ex dipendente di un asilo condannato a 18 anni per abusi sessuali su bimbi: “Ha commesso reati ripugnanti”

Vincent Chan, 45 anni, ex dipendente di un asilo nido nella zona nord di Londra accusato di pedofilia e abusi sessuali nei confronti di bambini, è stato condannato a 18 anni di carcere. Si è conclusa una lunga vicenda che ha fatto inorridire il Regno Unito.
L'uomo, che aveva ammesso le sue colpe per 56 episodi di abusi e molestie, non potrà accedere alla libertà condizionata prima di un lungo periodo di detenzione effettiva, ha stabilito il giudice della Wood Green Crown Court londinese che ha emesso in queste ore la sentenza.
A questo è stato aggiunto anche un periodo di sorveglianza successivo di 8 anni. La pena è stata determinata sulla base della storia pluridecennale di Chan come molestatore e stupratore seriale nel corso della quale l'imputato risulta aver preso di mira numerosissime vittime, dall'infanzia alla terza età, da un minimo di appena 2 anni a un massimo di oltre 70.
Chan era stato impiegato nell'asilo fra il 2022 e il 2024, prima di essere sospeso dopo l'emersione di sospetti e denunce. In precedenza aveva lavorato dal 2007 al 2017 in un'altra scuola nella stessa area di Londra, dove – secondo i risultati delle indagini – si era reso responsabile, a partire almeno dal 2011, di molteplici altre molestie a sfondo pedofilo.
Avrebbe scattato di nascosto fotografie sotto i vestiti di varie bambine, girato video sessualmente espliciti e raccolto fino a 20mila immagini di bambine e bambini nel suo computer.
Il giudice John Dodd si è rivolto all'imputato, impassibile in aula, bollandolo durante la lettura del dispositivo come un uomo che ha "perduto ogni senso morale: totalmente malvagio, perverso, depravato", pronto a tradire la fiducia di bambini e genitori "nel più spregevole dei modi".
La sua condanna è stata preceduta dalle testimonianze strazianti e sdegnate di diversi familiari delle piccole vittime. "Vincent Chan è un individuo pericoloso e un predatore, colpevole di una quantità scioccante di reati ripugnanti", ha commentato da parte sua Lewis Basford, il funzionario di polizia di Scotland Yard responsabile dell'inchiesta.
Un maniaco ossessivamente impegnato per anni ed anni a sforzarsi di mostrarsi innocuo per cercare lavori che potessero "metterlo a contatto con bambine in modo da commettere i suoi crimini senza essere notato". La vicenda ha suscitato reazioni anche nel Parlamento britannico, dalla maggioranza come dall'opposizione.
Nel Question Time di ieri, mercoledì 11 febbraio, il premier Keir Starmer – su sollecitazione di una deputata – si è impegnato a valutare l'introduzione da parte del governo di telecamere di videosorveglianza a circuito chiuso obbligatorie in tutti i nido, gli asili e le strutture dell'isola che ospitano bambini.