Angela Merkel parla dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante: in Iraq – ha detto la cancelliera – "si sta assistendo a un genocidio sotto gli occhi di tutti" da parte dei combattenti dell'Isis che "agiscono con modalità terroristiche contro tutti quelli che la pensano diversamente da loro". La tedesca, intervistata dall'Ard, ha dichiarato che comunque le armi inviate dalla Germania nel nord dell'Iraq non sono completamente al sicuro, e che il rischio che finiscano in mano a miliziani è comunque significativo. Secondo la Merkel, comunque, Berlino non aveva molte possibilità: "Proviamo a fermare un genocidio con l’invio di armi oppure decidiamo che il rischio è troppo alto. Abbiamo deciso che ci sono ragioni preponderanti per agire", ha concluso.

"Le milizie dell’Isis sono molto ben finanziate senza essere direttamente finanziate da alcuno Stato, secondo quanto è a mia conoscenza" ha continuato la cancelliera parlando di un’eventuale collegamento tra l’Isis e il Qatar. "Abbiamo una situazione molto critica con il Qatar rispetto ad Hamas e al conflitto mediorentale", ha aggiunto la Merkel. Nel frattempo i combattenti dell'Isis hanno portato a segno un nuovo duro attacco contro la più importante raffineria dell'Iraq, quella di Baiji, situata a 200 chilometri a nord di Baghdad.

L'assalto, portato a un luogo dall'enorme rilevanza strategica, è tuttora in atto. Fonti locali riferiscono che le forze governative irachene contano sul supporto della copertura aerea per permare i miliziani dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, che aveva messo nel mirino la raffineria senza successo già nel mese di giugno.