Nel Giappone alle prese con la terza ondata della pandemia di Coronavirus sta scoppiando un'altra, terribile emergenza: in un solo mese, infatti, il numero dei cittadini che sono morti per suicidio ha superato quelle vittime di Covid-19 dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Si tratta di cifre impressionanti: come riporta la Cnn, solo ad ottobre sono stati ben 2.153 coloro si sono tolti la vita, per la maggior parte donne, mentre i pazienti deceduti a causa dell'infezione da Sars-CoV-2 sono 2.050 in totale. Nel periodo considerato, infatti, l’aumento dei suicidi tra le donne è stato dell’83% contro il 22% in più degli uomini. Anche se, a livello generale, la maggior parte delle persone che compie il gesto estremo è di sesso maschile. Varie, secondo gli esperti, le cause di questa situazione, nonostante il Paese sia stato uno dei meno colpiti dalla pandemia a livello globale e non abbia mai dovuto affrontare un vero e proprio lockdown.

Boom di suicidi tra le donne, allarme tra i giovani

In realtà, il Giappone ha lottato a lungo con uno dei tassi di suicidio più alti al mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. Nel 2016, aveva un tasso di mortalità per suicidio del 18,5 su 100mila persone, secondo solo alla Corea del Sud nella regione del Pacifico occidentale e quasi il triplo della media annuale globale. Tra le ragioni, i lunghi orari di lavoro, la pressione scolastica, l'isolamento sociale. Ma per i 10 anni precedenti al 2019, il numero di suicidi era diminuito in Giappone, scendendo a circa 20mila l'anno scorso, secondo il ministero della Salute. Una tendenza che la pandemia di Coronavirus ha cambiato radicalmente. La Cnn racconta che lo scorso marzo Koki Ozora, uno studente universitario di 21 anni, ha creato un numero verde attivo 24 ore su 24, chiamato Anata no Ibasho (un posto per te), che riceve oltre 200 telefonate al giorno, soprattutto negli orari notturni. "Hanno perso il lavoro e devono tirar su i figli ma non hanno soldi", ha detto riferendosi soprattutto al fenomeno del suicidio tra le donne. Ma a soffrire sono anche i giovani che si trovano isolati senza più la possibilità di una vita sociale.

"Anche altri Paesi potrebbero vedere un aumento simile"

Tuttavia, quanto sta succedendo in Giappone deve essere un campanello d'allarme anche per gli altri Paesi. "Non abbiamo nemmeno avuto un lockdown, e l'impatto di Covid è minimo rispetto ad altri Paesi ma vediamo ancora questo grande aumento del numero di suicidi", ha detto all'emittente americana Michiko Ueda, professore associato presso la Waseda University di Tokyo, e un esperto di suicidi. "Ciò suggerisce che anche altri Paesi potrebbero vedere un aumento simile o addirittura maggiore del numero di suicidi nel prossimo futuro". Per altro, il Giappone, sottolinea ancora la Cnn, è uno dei pochi Paesi che divulgano tempestivamente i dati sui suicidi, e questi potrebbero servire a analizzare l'impatto della pandemia e delle misure per contrastarla sulla salute mentale della popolazione, aiutando l'individuazione delle categorie più a rischio.