Patrick George Zaki deve restare in carcere. Al termine di un'udienza di soli dieci minuti, il tribunale di Mansura ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dello studente dell'Università di Bologna arrestato al rientro in Egitto con accuse di propaganda eversiva. "Il ricorso è stato respinto", ha detto uno dei legali del ragazzo Wael Ghaly. Entrando in manette, Zaky ha risposto ai cronisti che gli chiedevano come stava, "tutto bene". All’udienza hanno assistito anche quattro diplomatici: due di Italia e Svezia che rappresentavano l’Unione europea nell’ambito del programma di monitoraggio, oltre a uno statunitense e a un canadese.

Delusione di Amnesty International

"C'è delusione, avevamo sperato in un esito diverso. C'erano segnali che potesse andare diversamente: un'aula piena di giornalisti, internazionali ed egiziani, di diplomatici, italiani inclusi. Ma non è servito a nulla", sono le parole riportate dall'Ansa di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. "Adesso ripartiamo con una campagna ancora più forte, più viva", in vista dell'udienza del 22, in cui si deciderà se rinnovare la detenzione preventiva di Zaki, per arrivarci "ancora più determinati".

Si torna in aula il 22 febbraio

Dopo il respingimento della richiesta di scarcerazione (lo scorso 8 febbraio era stata deciso una detenzione di 15 giorni per Zaki) resta fissata l’udienza del 22 febbraio in cui i giudici decideranno se prorogare o meno la custodia cautelare di altri 15 giorni in base all’eventuale necessità di ulteriori indagini.