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Egitto nel caos: centinaia di vittime, manifestanti oggi di nuovo in piazza

Sarebbero oltre cinquecento i morti accertati in Egitto dopo gli scontri di ieri tra Forze di sicurezza e Fratelli musulmani ma questi ultimi parlano invece di migliaia di vittime. Il Paese è nel Caos, assaltate anche decine di chiese cristiane.
A cura di Antonio Palma
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Aggiornamento delle 17 e 30: Centinaia di manifestanti hanno attaccato con bottiglie molotov la sede del governatorato di Giza, la città vicina al Cairo, che ospita le famose Piramidi. Cortei di dimostranti che inneggiano al vecchio presidente sono in corso anche ad Alessandria, dove ieri è stata assaltata la Biblioteca. Intanto l'ultima stima sul numero di morti parla di 700 persone.

AGGIORNAMENTO – I Morti sono oltre 500 – Sale ancora il bilancio delle vittime degli scontri di mercoledì in Egitto. Secondo gli ultimi dati ufficiali  forniti dal ministero della salute i morti sarebbero 525, tra cui una quarantina tra poliziotti e militari, mentre i feriti ammonterebbero a 3.500. Per i Fratelli musulmani invece il bilancio  sarebbe ancora più grave con oltre 4.500 vittime. I sit in pro Morsi al Cairo sono ormai stati sgombrati e nella Capitale regna una tranquillità piena di tensione dopo lo stato di emergenza e il coprifuoco. Nelle prossime ore però le piazze egiziane potrebbero tornare nuovamente a riempirsi con gli inevitabili scontri con le forze di sicurezza visto che i Fratelli musulmani hanno convocato una grande manifestazioni per il pomeriggio. Intanto sul fronte diplomatico si muovono tute le principali nazioni occidentali e dopo gli Stati uniti, anche Francia, Germania, Italia e Gran Bretagna hanno convocato gli ambasciatori egiziani per chiedere lo stop ai massacri ma soprattutto l'immediata fine dello stato di emergenza proclamato dai militari per almeno un mese. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan da sempre vicino alla Fratellanza ha chiesto l'immediata riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere della situazione egiziana.

Dopo l'inferno di ieri con centinaia di vittime la capitale egiziana Il Cairo si presenta questa mattina come una città spettrale dove però regnano distruzione e morte. Dopo aver annunciato lo stop delle linee ferroviarie, aeree e anche di banche e musei, da ieri infatti vige lo stato di massima allerta i tutto il Paese e il coprifuoco a Il Cairo imposto dalle autorità militari. Nel frattempo buona parte del governo ad interim compreso il vice presidente El Baradei si è dimesso da suo incarico a seguito delle violenze. I blindati dell'esercito e della polizia  presidiano le principali arterie della Capitale intorno ai luoghi considerati strategici. Per quanto riguarda il bilancio delle vittime dei sanguinosissimi scontri tra forze di sicurezza egiziane e fratelli musulmani a seguito dello sgombero dei sit-in delle piazze Rabaa e Nahda le fonti sono ancora fortemente discordanti ma i morti sarebbero sicuramente oltre trecento per stessa ammissione del governo egiziano.

Guerra sul bilancio delle vittime – Il bilancio ufficiale stilato dal ministero della Salute, infatti, parla di 327 morti e 2.926 feriti tra cui una quarantina tra agenti di polizia e militari ma i Fratelli musulmani per bocca del loro portavoce Gehad El-Haddad parlano di oltre 4500 morti, precisando che la conta e anche l'identificazione dei morti prosegue "in tre moschee, tre ospedali e 2 obitori". Un bilancio comunque drammatico, da guerra civile,  a cui vano aggiunti morti e feriti registrati negli scontri in altre città del Paese. Come denunciato dal portavoce Chiesa cattolica egiziana, infatti nel Paese sarebbero state attaccate almeno 22 chiese da parte dei Fratelli musulmani. Le strutture religiose che sono state date alle fiamme  sono per lo più copte, ma ci son anche strutture cattoliche, fra cui un monastero e un ospedale di suore. "La situazione per i cristiani è gravissima". ha detto padre Rafic Greiche  e lo stesso patriarca copto il Tawadros II "è rinchiuso in un monastero per paura di essere assassinato".

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