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Conflitto in Ucraina
4 Aprile 2022
15:03

Russia-Ucraina, donne di 30 anni prese dai russi come schiave: le ultime testimonianze dall’inferno di Bucha

Secondo alcune testimonianze, a Bucha “i russi hanno preso alcune donne, sui trent’anni, e le hanno portate nel loro quartier generale, facendole schiave”. Bachelet (Onu): “Inorridita, possibili crimini di guerra”.
A cura di Ida Artiaco
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Immagine da Twitter (Dmytro Kuleba).
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"In questo mese di occupazione i russi hanno preso alcune donne, sui trent'anni, e le hanno portate nel loro quartier generale qui a Bucha, facendole schiave. A loro serviva che cucinassero e facessero tutto ciò che veniva loro ordinato". Continuano le testimonianze choc in arrivo dalla città ucraina a Nord di Kiev, dove nei giorni scorsi, dopo la liberazione dalle truppe russe, sono state scoperte fosse comuni e decine di cadaveri di civili giustiziati per strada. Non solo bambini usati come scudi umani, dunque, ma anche donne ridotte in schiavitù, come ha raccontato Alina all'inviato dell'Ansa.

Non solo. "Dal 10 marzo – ha aggiunto il prete della chiesa ortodossa del villaggio –  arrivano decine di corpi a tutte le ore ogni giorno. Finora ne ho contati 68: donne, uomini, bambini, molti non identificabili per i colpi inferti ai loro corpi martoriati. I parenti delle vittime possono venire qui solo adesso perché prima i soldati russi non lo permettevano", ha aggiunto. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è andato oggi in visita all’ospedale cittadino, da dove ha chiamato "macellai, assassini, torturatori, stupratori, saccheggiatori" i soldati russi.

L'orrore che si è consumato a Bucha ha fatto scoppiare una serie di polemiche a livello internazionale. L’Alta Commissaria per i Diritti Umani Michelle Bachelet si è detta "inorridita" dalle immagini dei corpi trovati a Bucha e ha parlato di "possibili crimini di guerra. I rapporti che emergono da questa e altre aree sollevano seri e inquietanti interrogativi su possibili crimini di guerra, gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani".

Al coro di indignazioni si è unito anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha commentato così il ritrovamento della stanza della tortura nella cittadina a Nord di Kiev, in cui sono stati rinvenuti cinque morti: "È una vergogna mondiale. Stiamo vedendo immagini terrificanti, a Bucha sono stati commessi orrori contro il popolo ucraino, contro civili indifesi. L'Italia garantirà ogni necessario supporto alla Corte Penale Internazionale anche tramite l'Ue per l'accertamento di questi crimini e dei loro responsabili. Alla guerra di Putin, che condanniamo fermamente, va messa fine, serve subito una de-escalation. Stiamo tutti condannando, senza se e senza ma, queste atrocità".

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