Donna trovata morta in una valigia nel 2023, la polizia diffonde un identikit: “Aiutateci a scoprire chi è”

Tre anni fa i resti di una donna sono stati trovati da un giardiniere all'interno di una valigia parzialmente sepolta a Benahavís, nella provincia di Malaga, in Spagna.
La sua identità è ancora un mistero e oggi, mercoledì 11 febbraio, la Guardia Civil ha pubblicato un appello per chiedere aiuto alla cittadinanza. In questi anni le indagini sono andate avanti ma i dati ottenuti non hanno permesso agli investigatori di risalire a un nome e a un cognome.
Così le forze dell'ordine spagnole hanno contattato l'Unità di Antropologia Forense dell'Istituto di Medicina Legale della Galizia che, "utilizzando tecniche innovative di ricostruzione facciale, hanno creato un identikit che potrebbe facilitare l'identificazione della donna".
Come si legge sui quotidiani esteri, i resti apparterebbero a una donna di circa 40 anni e si stima che sia morta tra il 2020 e il 2023.
Gli studi condotti dagli antropologi indicano che si trattava di una persona apparentemente in buona salute, di origine europea, alta circa 1.60 metri, con pelle bianca, capelli e occhi castani. In più, alcuni indicatori osteologici suggerirebbero che la persona abbia avuto almeno un figlio.
Dopo aver integrato i dati osteologici, antropologici e genetici, gli specialisti hanno provato a ricreare il suo volto utilizzando un software di ricostruzione facciale 3D, che consente regolazioni precise di proporzioni, simmetrie e volumi.
Il risultato è uno disegno che non intende essere un'immagine esatta, ma un viso il più realistico possibile, progettato per innescare la memoria visiva di potenziali testimoni o persone che potrebbero aver conosciuto la donna.
Con l'obiettivo di favorire la sua identificazione, la Guardia Civil ha chiesto la massima diffusione di queste informazioni, affinché chiunque abbia informazioni rilevanti possa contattare l'Unità Organica della Polizia Giudiziaria della Guardia Civil di Malaga.
Le forze dell'ordine hanno messo a disposizione un indirizzo mail (ma-pj-personas@guardiacivil.org) e un numero di telefono 952071520: "Qualsiasi informazione, per quanto piccola possa sembrare, potrebbe rivelarsi utile per chiudere il caso".