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Donna disabile arrestata durante un raid ICE a Minneapolis: finestrino rotto, poi trascinata fuori dall’auto

Durante un’operazione dell’ICE a Minneapolis una donna disabile diretta dal medico è stata arrestata con la forza. Il presidente del Consiglio comunale: “Sembra di vivere sotto occupazione militare”.
A cura di Davide Falcioni
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A quasi una settimana dall'omicidio della 37enne Renee Good da parte di un agente dell'ICE, le operazioni di controllo dell'immigrazione proseguono a Minneapolis. Una nuova retata dell’Immigration and Customs Enforcement nel cuore della città del Minnesota ha visto protagonista ieri una donna disabile, che è stata trascinata fuori dalla propria auto e arrestata da agenti federali mascherati. La donna, diretta a una visita medica, aveva protestato perché il blocco stradale imposto per un raid le impediva di raggiungere lo studio del medico.

Le immagini circolate online mostrano un acceso confronto verbale tra la vittima e gli agenti, che le intimano di spostare il veicolo. Dal sedile di guida, la donna accusa uno degli agenti di averla minacciata di rompere il finestrino. Poco dopo, la situazione degenera: un agente infrange effettivamente il vetro dal lato passeggero, altri due tagliano la cintura di sicurezza e la trascinano fuori dall’auto. "Sono disabile, sto solo cercando di andare dal medico", grida la donna prima di essere spinta contro la vettura e ammanettata.

Intorno, la scena è accompagnata dalle proteste dei presenti: fischi, clacson e urla di indignazione fanno da sottofondo all’arresto. "State solo facendo del male", si sente urlare dalla folla.

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L’episodio ha riacceso il dibattito politico e civile in Minnesota. Il senatore statale Omar Fateh ha parlato apertamente di "assedio federale", sostenendo che quanto accaduto non abbia nulla a che vedere con la sicurezza pubblica. Secondo diverse testimonianze raccolte in città, l’atmosfera negli ultimi giorni è diventata sempre più pesante: residenti svegliati dall’odore dei lacrimogeni, veicoli danneggiati abbandonati sulle carreggiate, attività commerciali costrette a chiudere e un diffuso clima di paura.

A rafforzare queste preoccupazioni è anche un secondo video, nel quale si vede Elliott Payne, presidente del Consiglio comunale di Minneapolis, spinto da un agente federale. In un’intervista, Payne ha descritto pattugliamenti in stile militare: convogli di agenti armati con fucili d’assalto e equipaggiamento da combattimento che percorrono le strade, illuminando i pedoni con potenti fari durante la notte. "Sembra di vivere sotto occupazione militare", ha detto, aggiungendo che gli agenti urlano insulti ai residenti e maneggiano le armi in modo intimidatorio. "È come stare in una zona di guerra".

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