Crocifigge il prete e gli mette una corona di spine in testa, orrore in Usa: “Non sono pazzo, condannatemi”

"Non sono pazzo, condannatemi", così Adam Sheafe si rivolto ai giudici durante il processo al suo carico per l'efferato omicidio di un pastore protestante dell'Arizona, letteralmente crocifisso in casa sua nell'aprile dello scorso anno in un attacco che, secondo l'accusa, era motivato da questioni religiose.
"Stiamo trascinando per le lunghe questa vicenda e nell'interesse della giustizia, se c'è almeno una circostanza aggravante e nessuna attenuante, un imputato colpevole deve essere condannato a morte", ha aggiunto l'imputato 52enne che ha cercato di dichiararsi colpevole ma è stato bloccato dal giudice che ha rinviato l'udienza.
Il pastore Bill Schonemann è stato trovato morto nella sua casa di New River, in Arizona, da due membri della sua congregazione che erano andati a trovarlo. L'uomo era a letto in un pozza di sangue già morto e con le braccia divaricate e le mani inchiodate a un muro. In testa infine una corona di spine. "Il corpo del pastore era posizionato con le braccia distese, in una posizione simile a quella di una crocifissione", ha dichiarato l'ufficio del procuratore della contea di Maricopa.
Una immagine terribile che aveva sconvolto l'intera comunità locale. Dopo una complessa indagine, la polizia risalì a Sheafe che avrebbe ucciso Schonemann "nell'ambito di un piano più ampio ideato per uccidere 14 leader cristiani in tutto il paese". Gli investigatori Riuscirono a risalire all'uomo grazie alle prove rinvenute nell'abitazione della vittima ma anche grazie a due furti di cui è imputato lo stesso Sheafe e a diversi oggetti rinvenuti nel suo zaino.
L'ufficio del procuratore della contea di Maricopa ha notificato la sua intenzione di chiedere la pena di morte per l'imputato che si è dichiarato colpevole ma il giudice vuole assicurarsi che la dichiarazione di colpevolezza di Sheafe sia volontaria. L'uomo ha più volte ammesso che l'omicidio faceva parte di un complotto volto a colpire oltre una decina di leader cristiani in tutto il paese, affermando di credere che i pastori cristiani stiano conducendo le persone su una falsa strada per seguire Gesù. Ha dichiarato che il pastore Bill era il primo di una lunga serie di omicidi previsti per il suo piano chiamato "Operazione Primo Comandamento" e ha ammesso di essere sul punto di uccidere altri due sacerdoti prima dell'arresto. Il 52enne ha negato di essere affetto da disturbi mentali dicendo di non essere pentito per ciò che ha fatto.