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Crisi Ucraina: accordo Mosca-Kiev per l’invio di un convoglio umanitario

L’Ucraina e la Russia si sono accordate per permettere una missione umanitaria nell’est del Paese, guidata dal Comitato internazionale della Croce rossa, per fornire aiuti alla popolazione.
A cura di Susanna Picone
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Dalla Russia di Vladimir Putin partirà il convoglio umanitario che deve portare aiuti alle popolazioni delle zone dell’est dell’Ucraina, in ginocchio dopo quattro mesi di scontri tra ribelli e governativi. L'operazione ha avuto l’ok del presidente ucraino Petro Poroshenko. Fino adesso Kiev si era opposta all'invio di aiuti nel Paese da parte della Russia e l'Occidente aveva avvertito la Russia che qualsiasi tentativo di inviare personale militare in Ucraina con il pretesto di assistenza umanitaria sarebbe stato visto come un tentativo di invasione. A ribadirlo anche il presidente della Commissione UE, José Manuel Barroso. Barroso, esprimendo preoccupazione per l'alto numero di truppe schierate al confine orientale con l'Ucraina, ha diffidato il presidente Putin dal mettere in campo azioni militari unilaterali, dietro qualsiasi pretesto, incluso quello umanitario.

Ucraina, Barroso diffida Putin da azioni militari

In una telefonata intercorsa tra i due, Barroso ha anche manifestato il “rammarico” Ue per l'embargo di Mosca, riservandosi il diritto di adottare misure appropriate. Ma Putin, dal canto suo, ha spiegato che “in cooperazione con i rappresentanti del Comitato della Croce rossa internazionale manderà una missione umanitaria in Ucraina”. La Russia avrebbe ammassato un vero e proprio esercito al confine con l’Ucraina: 45mila soldati con carri armati, batterie missilistiche anti-aeree, jet da guerra ed elicotteri d'attacco. Sul terreno, intanto, l’esercito ucraino sembra guadagnare terreno nelle roccaforti separatiste del sud-est dell’Ucraina. Il portavoce del Consiglio di sicurezza ucraino, Andrii Lisenko, ha invitato i civili a lasciare le città di Donetsk e Lugansk nelle quali le forze governative starebbero per entrare. Dal leader dei ribelli Alexander Zakharchenko è arrivato l’annuncio di un contrattacco nei prossimi giorni.

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