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Cos’è successo a Quentin Deranque, il 23enne di estrema destra ucciso in Francia: il caso diventa politico

La morte di Quentin Deranque, 23enne militante di estrema destra in Francia, è diventata un caso politico arrivando anche tra le fila del governo: cosa è successo e chi era il giovane studente di Data Science e cattolico ucciso.
A cura di Ida Artiaco
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In Francia la morte di un ragazzo di 23 anni sta diventando un caso politico. La vittima, Quentin Deranque, era un militante nazionalista: la Procura di Lione ha annunciato l'ampliamento dell'indagine per "omicidio volontario" e sul caso è intervenuto anche il presidente Emmanuel Macron. Ma facciamo un passo indietro.

Chi era Quentin Deranque, cattolico e attivista di estrema destra ucciso in Francia

Perché si parla di Quentin Deranque? Il ragazzo, studente di Data Science all’Università di Lione II e frequentatore della parrocchia di Saint-Georges nel V arrondissement di Lione, è stato aggredito giovedì scorso da "almeno sei individui" mascherati, riportando un grave trauma cranico-encefalico, e poi ricoverato all'ospedale Édouard-Herriot, è deceduto sabato. Una prima indagine era stata aperta per percosse mortali aggravate, ma è stata riqualificata dopo l'autopsia e l'analisi degli elementi raccolti. Il procuratore Thierry Dran ha precisato che la polizia ha già sentito più di una quindicina di testimoni e sta esaminando i filmati delle telecamere della zona.

Cos'è successo a Quentin Deranque aggredito e ucciso a Lione

L'aggressione è avvenuta a margine della conferenza a Sciences Po Lyon dell'europarlamentare del partito di estrema sinistra di La France Insoumise (Lfi), Rima Hassan, dedicata alle relazioni tra l'Unione europea e i governi europei nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Secondo alcune fonti vicine all'estrema destra, Quentin, che da poco si era convertito al cattolicesimo tradizionalista e aveva convinto anche il padre a seguire lo stesso percorso, sarebbe stato nel "servizio d'ordine" del collettivo femminista di estrema destra Némésis, che aveva esposto striscioni di protesta, ma la famiglia ha smentito che il giovane fosse lì come addetto alla sicurezza. Secondo l’avvocato dei Deranque, Fabien Rajon, "il 23enne ha sempre difeso le sue convizioni in modo non violento, non aveva precedenti penali e non faceva parte di alcun servizio d’ordine".

Secondo quanto riporta Le Figaro, diversi sospettati sono stati identificati, alcuni dei quali legati all'estrema sinistra, citando una fonte, i quali non figurerebbero nella lista S (una lista di individui considerati una minaccia per la sicurezza nazionale). Tuttavia, non è stato effettuato anche nessun arresto. Ed è qui che il dibattito diventa politico.

Il primo a intervenire sui fatti, già due giorni fa è stato il presidente Emmanuel Macron. "Nella Repubblica, nessuna causa, nessuna ideologia giustificherà mai l'omicidio. Al contrario, lo scopo principale delle nostre istituzioni è quello di civilizzare i dibattiti e proteggere la libera espressione delle argomentazioni. Perseguire, assicurare alla giustizia e condannare i responsabili di questa atrocità è essenziale. L'odio che uccide non ha posto nella nostra società. Invito alla calma, alla moderazione e al rispetto", ha scritto il presidente su X.

Il governo francese ha poi accusato il collettivo antifascista ormai sciolto Jeune Garde, vicino a La France Insoumise, il partito di partito di Jean-Luc Mélenchon, mentre lo stesso gruppo e Lfi hanno negato qualsiasi responsabilità. Intanto, la presidente dell'Assemblea Nazionale francese, Yael Braun-Pivet, ha annunciato la sospensione – "a titolo precauzionale e senza pregiudizio dell'esito dell'inchiesta giudiziaria" – del "diritto d'accesso" all'Assemblea nazionale di Jacques-Elie Favrot, l'assistente parlamentare del deputato della France Insoumise (Lfi) Raphael Arnault il cui nome è stato "citato da più testimoni" nell'aggressione mortale a Deranque.

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