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9 Dicembre 2020
09:45

Corruzione e traffico d’influenze, richiesti 4 anni di carcere per l’ex presidente francese Sarkozy

L’ex presidente della repubblica francese è accusato di aver ottenuto nel 2014 importanti  informazioni dal magistrato Gilbert Azibert su un processo che lo vedeva coinvolto, in cambio di un posto di rilievo alla Corte di revisione giudiziaria a Monaco. Nei confronti di Sarkozy sono stati richiesti 4 anni di reclusione.
A cura di Davide Falcioni
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Quattro anni di reclusione: è questa la condanna che i pubblici ministeri hanno richiesto nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, del suo avvocato Thierry Herzog e del magistrato Gilbert Azibert nell'ambito del processo che li vede imputati per corruzione e traffico di influenze.

L'ex inquilino dell'Eliseo è accusato di aver ottenuto nel 2014 importanti  informazioni da Azibert su un altro processo che lo vedeva coinvolto, in cambio di un posto di rilievo alla Corte di revisione giudiziaria a Monaco. Per Herzog, che avrebbe fatto da tramite, l'accusa ha chiesto che la pena venga combinata con cinque anni di interdizione dalla professione.

Secondo l'accusa "i reati non sarebbero stati commessi se l'ex presidente, tra l'altro avvocato, avesse tenuto conto della grandezza, della responsabilità e dei doveri dell'ufficio che gli spettava". Il pm ha anche sottolineato che Sarkozy, in qualità di capo di Stato, era "il custode dell'indipendenza dell'autorità giudiziaria", indipendenza che tuttavia aveva minacciato lui per primo. "La Repubblica non dimentica i suoi presidenti, se non altro perché fanno la storia del nostro paese. Non si può però ammettere che un ex presidente dimentichi i suoi doveri nei confronti della Repubblica e quello che rappresenta da decenni: uno stato di diritto".

Nello specifico secondo i pm francesi Nicolas Sarkozy avrebbe richiesto e ottenuto, tramite il suo avvocato Thierry Herzog, informazioni coperte da segreto dal magistrato Gilbert Azibert su un procedimento alla Corte di Cassazione nel caso Bettencourt. A dimostrarlo secondo i pm alcune conversazioni registrate su una linea non ufficiale chiamata "Paul Bismuth", aperta da Thierry Herzog per eludere i controlli. Per gli inquirenti è dimostrato "con certezza" che l'alto magistrato Azibert recuperò e trasmise "informazioni riservate" al suo amico Thierry Herzog a vantaggio del capo dello stato. Quest'ultimo avrebbe a sua volta ricompensato il magistrato affidandogli un importante incarico alla Corte di revisione giudiziaria di Monaco.

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