Migliaia di corpi umani abbandonati e lasciati a imputridire o divorati dai topi dopo essere stati sezionati, altri ancora venduti a pezzi a società private. È quanto sarebbe avvenuto per anni presso il Centro per le donazioni di corpi dell'Università Paris-Descartes, finito ora al centro di una bufera mediatica e di una indagine governativa che come prima conseguenza ha avuto l'immediata chiusura del centro studi in attesa delle ulteriori verifiche sul caso. A scatenare l'inchiesta raccontando l'accaduto è stato il quotidiano francese L'Express che, attraverso una inchiesta giornalistica, ha rivelato le orrende condizioni in cui venivano lasciati resti di corpi umani che erano stati donati per la scienza. "Una fossa comune nel cuore di Parigi" secondo il quotidiano, in cui ancora oggi dozzine di corpi sono stati accatastati alla rinfusa dopo essere serviti per gli studi.

Di fronte alle accuse, l'università ha riconosciuto gli errori e si è scusata con le famiglie dei donatori di corpi. In una dichiarazione sul suo sito web, l'università ha ammesso che le pratiche usate nel centro non erano compatibili col rispetto della dignità dei corpi che chiedevano i familiari e la società. Lo stesso Ateneo francese ha affermato che l'Università desidera chiarire quanto accaduto mettendosi a disposizione delle autorità governative per una inchiesta e ribadendo l'impegno a trattare i corpi donati con maggiore dignità in futuro.

In realtà guanto scoperto dal giornale sarebbe solo la punta di un iceberg, gli ultimi esiti di una pratica che pare andasse avanti da almeno un decennio e avrebbe coinvolto quindi migliaia di corpi, presumibilmente immagazzinati in cattive condizioni e venduti per scopi non etici come i test sugli incidenti stradali. Il giornale ha dichiarato di aver visto le foto scattate all'interno della struttura dal 2016 dal professor Richard Douard, presidente del centro che si era dimesso poco dopo aver denunciato tutto in un report proprio per l'inerzia delle autorità pubbliche nel mettere fine a quell'orrore tenuto nascosto.