Aumenta il numero delle vittime del Coronavirus Covid-19 fuori dalla Cina. Due pazienti sono morti in Iran, precisamente in un ospedale di Qom, a circa 140 chilometri da Teheran, dove si trovavano già in isolamento dopo essere risultati positivi all'infezione. Lo ha reso noto il viceministro della Sanità Qasim Jan Babaei, citato dall'agenzia Mehr, il quale ha anche sottolineato che i due erano in età avanzata e con "deficienze immunitarie". "Ci aspettavamo – ha aggiunto – che il virus entrasse nel paese ed è arrivato, fortunatamente in ritardo rispetto ad altri Paesi coinvolti. Abbiamo preso tutte le misure per tenere la malattia sotto controllo e non bisogna preoccuparsi".

I numeri aggiornati dell'emergenza Coronavirus

L'Iran diventa così il 28esimo paese al mondo a segnalare il contagio da Coronavirus, secondo i dati del Center for Disease Control raccolti dalla Johns Hopkins University. Fuori dalla provincia cinese dell'Hubei, la cui capitale è Wuhan, epicentro dell'emergenza, il numero più alto di casi è stato segnalato da Singapore, a quota 81, e dal Giappone, con 74 infetti. Tuttavia, proprio nelle ultime ore il numero dei guariti dal nuovo virus ha superato per la prima volta quello dei contagiati. Ciò significa che l'epidemia potrebbe cominciare a stabilizzarsi. In Cina, tuttavia, la situazione resta difficile, con 50mila casi confermati e oltre duemila decessi.

L'Oms: "Fatti progressi ma è troppo presto"

Intanto, l'Organizzazione mondiale della Sanità cerca di smorzare la preoccupazione per la diffusione del Covid-19. Uno dei responsabili dell'Oms ha fatto sapere che sono stati fatti "enormi progressi" nel contrasto al Coronavirus dalla sua comparsa in Cina a dicembre ma ha avvertito che è "ancora troppo presto" per abbassare la guardia. "Abbiamo fatto enormi progressi in poco tempo", ha detto Richard Brennan, Direttore per le misure d'urgenza nel Mediterraneo orientale in un conferenza stampa al Cairo. "Ora si arriva a diagnosticare il virus dappertutto e sono stati attivati sistemi sanitari efficaci", ha aggiunto Ahmed al-Mandhari, direttore regionale per il mediterraneo orientale dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Brennan ha anche messo in guardia contro le false informazioni su Covid-19 che circolano sui social network: "Non ci sono prove che il virus sia stato prodotto in laboratorio o come arma biologica", ha detto, riferendosi alle voci che il virus sia stato creato dall'uomo.